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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Stoccarda

Gli amarcord tedeschi
Tanti top ten nell'albo d'oro


Arrivederci lunghi palleggi sulla terra rossa, bentornata stagione sull'erba. L'ATP 250 di Stoccarda, in particolare, ha una caratteristica unica: dal 1916 al 2014 si è giocato sulla terra rossa, nel 2015, è avvenuta la transizione sul verde. I primi due vincitori sulla nuova superficie? Ironicamente, re e principe del red, Rafa Nadal e Dominic Thiem. Poi, però, sono arrivati i successi degli specialisti dell'erba, come Roger Federer e, un po' a sorpresa, vista la tradizione del tennis in Italia, il romano Matteo Berrettini, detentore del titolo.

La quattordicesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta dunque in Germania.

ATP 250 Stoccarda - 2015

La finale: Rafa Nadal b. Viktor Troicki 7-6, 6-3

Non è a suo agio sull'erba, dicono. Se ha deluso durante la stagione sulla terra rossa, non si riscatterà sul verde, malignano i detrattori. Invece Nadal vince a Stoccarda nel primo anno in cui il torneo si gioca su campi da tagliare e non da rastrellare. Il maiorchino, che non vince un trofeo da febbraio, impiega quasi tre ore per battere Baghdatis all'esordio e fatica anche contro Tomic. Dall'altro lato del tabellone, Troicki si sbarazza dei due Next Gen Coric - al quale lascia due game - e Sascha Zverev - che gli strappa un parziale. In semifinale, poi, ha bisogno di 19 ace e di salvare otto palle break su nove per avere la meglio su Cilic. In finale un dritto potente e angolato di Nadal basta ad annullare l'unica palla break che Rafa concede al suo avversario - a sua volta bravo, nel punto precedente, a crearsi l'occasione con una risposta fulminante. Un dritto tremolante di Troicki, invece, permette al maiorchino concretizzare la prima palla break del suo match. Nonostante il trionfo tedesco, la stagione di Nadal continuerà a rivelarsi avara di soddisfazioni, specialmente a Wimbledon quando Rafa verrà eliminato al secondo turno da Dustin Brown.

Le curiosità:

1) Lopez, sorpresa in negativo

La doppietta a Eastbourne (2013 e 2014) e la finale persa contro Dimitrov nell'ATP 500 del Queen's (2014): con questo palmares Lopez è uno dei favoriti a Stoccarda. Eppure la testa di serie numero 3 spreca un set di vantaggio all'esordio contro Groth e paga a caro prezzo due mini-break, il primo sul 6-5 del secondo parziale, il secondo sul 7-6 del set decisivo. E dire che già si sognava la finale tutta spagnola con Nadal.

2) La pioggia di tiebreak decisivi

In ordine di match e dall'alto al basso del tabellone: al primo turno Tomic, Haider-Maurer, Mischa Zverev; al secondo turno Nadal, di nuovo Tomic, Monfils, Groth e Cilic; nei quarti di finale ancora Nadal e Cilic e Troicki, il quale si ripete in semifinale proprio contro il croato. Di chi si sta parlando? Di tutti quei tennisti che hanno rischiato di vincere - o di perdere - al tiebreak prima della finale.

ATP 250 Stoccarda - 2016

La finale: Dominic Thiem b. Philipp Kohlschreiber 6-7, 6-4, 6-4

Perché questa finale non sembra nuova in Germania? Perché Thiem e Kohlschreiber si erano già incontrati all'ultimo atto di un torneo appena trenta giorni prima a Monaco di Baviera. A maggio ad alzare il trofeo era stato l'esperto tedesco. A Stoccarda, invece, ha la meglio l'emergente austriaco. Dominic, in tabellone da testa di serie numero 3, estromette in rimonta Youzhny nei quarti di finale e Federer in semifinale. Philipp, invece, non perde neanche un set prima della finale. All'atto conclusivo del torneo, dominano i servizi. Nel primo set, Kohlschreiber va in affanno soltanto durante il terzo game, vedendosi costretto ad annullare tre palle break, poi rompe l'equilibrio del match vincendo il tiebreak. Equilibrio che, tuttavia, si ristabilisce già nel primo game del secondo set. Thiem si porta al parziale decisivo e sale 4-2, ma l'austriaco deve comunque annullare altre tre palle del controbreak tra l'ottavo e il decimo game. A neanche 23 anni Dominic ha già almeno un titolo in tutte e tre le superfici di gioco.

Le curiosità:

1) Federer e Del Potro, finalisti mancati

Il primo ha vinto 17 Slam, il secondo avrebbe avuto una carriera ben più prolifica, se non fosse stato fermato dagli infortuni. A Stoccarda il pubblico sogna una finale da Federer e Del Potro, un match che vale più di un ATP 250. Invece l'elvetico vanifica una rimonta da 0-5 nel secondo set e spreca due match point, mentre l'argentino non ha più energie contro Kohlschreiber.

2) Lajovic e il difficile adattamento all'erba

Non tutti metabolizzano in fretta la transizione dalla terra battuta all'erba, ma per alcuni l'adattamento è un po' più traumatico del previsto. Lajovic, che pur preferisce il rosso al verde, va subito in tilt contro Kudla. Risultato? Bagel nel primo set - con l'americano che è chirurgico a concretizzare tre palle break su tre - e appena due game nel secondo parziale. Il serbo tiene il suo primo turno di battuta su 6-0, 4-0. Una Caporetto, praticamente.

ATP 250 Stoccarda - 2017

La finale: Lucas Pouille b. Feliciano Lopez 4-6, 7-6, 6-4

Forse non è la finale dei sogni sull'erba di Stoccarda, ma Pouille è in costante ascesa, mentre Lopez è uno specialista della superficie. Il francese gioca una partita folle contro Struff, andando sotto di un set, sprecando due match point sul 6-5 del terzo parziale e rischiando di perdere il match dopo essersi trovato in svantaggio 8-7 e servizio nel tiebreak decisivo. Nel frattempo lo spagnolo sfrutta un tabellone subito orfano di Federer, ma perde un set sia contro Chardy, che contro Berydch che contro Mischa Zverev. In finale, Lopez scappa sul 6-4 e sembra in totale controllo. Sull'1-1 e sul 2-2 nel secondo set ha quattro palle break - due per game - ma non le sfrutta e non chiude la partita. A Pouille bastano due occasioni: un mini-break nel tiebreak del secondo parziale e una palla break nel quinto gioco del set decisivo. D'altronde non si può vincere un torneo senza un po' cinismo.

Le curiosità:

1) Se anche Roger delude

Nel perfetto 2017 di Federer, l'eliminazione a Stoccarda è una macchia che risalta. È vero, a sconfiggerlo è quel Tommy Haas che nel 2009 a momenti lo bloccava sulla strada verso il suo unico Roland Garros. Eppure per la prima ora e mezza del match nessuno pronosticherebbe la sconfitta di re Roger. Il fenomeno elvetico sale 6-2, 2-1 e break, sforna ace e sembra in controllo. Al tiebreak del secondo set, addirittura ha un match point, ma non lo sfrutta, così come non sfrutta le tre palle break nel quinto game del parziale decisivo. Anche i più grandi peccano di cinismo.

2) L'ex promessa Janowicz e l'incostante Dimitrov

Dall'Orange Bowl del 2007 a Stoccarda nel 2017: Janowicz e Dimitrov non hanno reso giustizia pienamente al loro talento. Il polacco ha sfiorato il trionfo nel Master 1000 di Parigi Bercy nel 2012 e ha raggiunto la semifinale a Wimbledon l'anno successivo. Il bulgaro ha nel palmares due semifinali Slam (a Wimbledon nel 2014 e agli Australian Open nel 2017), ma non molto a livello di grandi trofei. Il match sorriderà a Janowicz che sconfiggerà Dimitrov in due set. Il 2017, invece, sorriderà al bulgaro che poi trionferà nel Master 1000 di Cincinnati e alle ATP Finals.

ATP 250 Stoccarda - 2018

La finale: Roger Federer b. Milos Raonic 6-4, 7-6

Come festeggiare l'ennesimo record in carriera - essere il numero 1 del ranking mondiale più "anziano" della storia - se non aggiungendo il novantottesimo titolo alla propria bacheca? Imprese che riescono a Federer contro un Raonic che non trionfa in un torneo da due anni. L'elvetico parte a rilento all'esordio contro Mischa Zverev ed è costretto a rimontare un set in semifinale a Kyrgios. Il canadese, invece, non perde un parziale prima della finale, nonostante i test Berydch (nei quarti di finale) e il detentore del titolo Pouille (in semifinale). All'atto conclusivo del torneo, non c'è storia. Federer concede a Raonic soltanto due palle break in tutto il match. Come le annulla? Passante di dritto a neutralizzare una risposta sui piedi del suo avversario e insidioso rovescio in slice che manda fuori giri il canadese. C'è chi comincia a sognare: chissà che il centesimo titolo del re non arrivi proprio sull'altro giardino del cuore: quello di Wimbledon. Halle permettendo.

Le curiosità:

1) Lo sfortunato quadrante quasi tedesco

La testa di serie numero 5 Kohlschreiber, Mayer, le wild card Maden e Molleker e Struff: ci sarà almeno un tedesco ai quarti di finale, giusto? Invece, l'uzbeko Istomin rovina la festa al pubblico, prima superando Kohlschreiber in due tiebreak, poi sbarazzandosi in due set di Mayer. Ad avere ragione dell'ultimo padrone di casa, nel frattempo, è il campione uscente Pouille.

2) Youzhny e Shapovalov: l'incrocio mancato

Quanto sarebbe stato suggestivo un match allievo vs (futuro) maestro: Mikhail Youzhny è a fine carriera, proviene dalle qualificazioni e viene sconfitto all'esordio da Mischa Zverev, il quale metterà in difficoltà anche Federer. Shapovalov debutta in Germania e, a sorpresa, cede al qualificato Gunnerswaran. Chissà se già allora la partnership era scritta nelle stelle.

ATP 250 Stoccarda - 2019

La finale: Matteo Berrettini b. Felix Auger-Aliassime 6-4, 7-6

Il secondo italiano di sempre a vincere un torneo sull'erba, il primo a riuscirci senza mai perdere il servizio. Soltanto Struff ha il merito di guadagnarsi due palle break contro Berrettini. Dall'altra parte del tabellone, Auger-Aliassime impiega due ore e mezza, trenta ace, un match point annullato e tre tiebreak per avere ragione di Brown nei quarti di finale. All'atto conclusivo del torneo tedesco, FAA, che insegue il sogno di essere il primo classe 2000 a vincere un torneo ATP, si gioca tutto nel secondo set. Prima annulla due palle break nel primo gioco e tre nel quinto. Al tiebreak, poi, ha cinque set point, di cui uno sul servizio, ma non li sfrutta - complice l'ostilità di occhio di falco. Nonostante la freddezza nell'annullare a sua volta due match point, il Next Gen canadese deve capitolare sul 13-11. Al terzo trofeo di consolazione Auger-Aliassime comincia a sospettare che su di lui penda una maledizione. Berrettini, invece, si consacrerà a Wimbledon raggiungendo gli ottavi di finale e regalandosi un incontro da favola con Federer.

Le curiosità:

1) I dolori del giovane Sascha

Dopo la vittoria a Ginevra e i quarti di finale al Roland Garros, Sascha Zverev, in tabellone da top seed, crolla contro lo specialista dell'erba Brown. Non che sia esente da colpe: nel primo set evita il doppio break solo perché il suo avversario non sfrutta tre set point, nel secondo parziale subisce il controbreak a zero sul 5-4 e spreca quattro set point e nel set decisivo non sfrutta tre palle break nel settimo game. A questo si aggiunga il campanello d'allarme dei quattordici doppi falli.

2) Shapovalov e lo scarso feeling con la Germania

A proposito di Next Gen che deludono le aspettative, Shapovalov, in tabellone da testa di serie numero 8, cade all'esordio contro l'esperto padrone di casa Struff. Con zero palle break convertite su cinque a disposizione, per il canadese sarebbe stato davvero difficile portare a casa la partita. Tra "Shapo" e Stoccarda, però, la scintilla non vuole proprio scoccare: nel 2018 a eliminarlo era stato il non irresistibile qualificato Gunneswaran.

Michela Curcio

[9.6.2020 - 16:55]



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