InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Hertogenbosch

Gli amarcord olandesi
La rivalsa di Mahut e Muller


Non solo Germania: è possibile cominciare a ritrovare il feeling con l'erba a Hertogenbosch, piccola città olandese famosa per le industrie tessili, l'artigianato di organi e campane e un torneo ATP 250, in calendario dal 1990 e solitamente un po' meno gettonato del corrispettivo che si tiene a Stoccarda. Nell'albo d'oro, comunque, non mancano i nomi di vincitori Slam come Michael Stick (campione in Olanda nel 1992), Richard Krajicek (profeta in patria nel 1994 e nel 1997), Patrick Rafter (trionfatore dal 1998 al 2000) e Lleyton Hewitt (che ha portato a casa il titolo nel 2001).

La quindicesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 non può che portarci a Hertongenbosch.

ATP 250 Hertongenbosch - 2015

La finale: Nicolas Mahut b. David Goffin 7-6, 6-1

Nicolas Mahut e l'erba di Hertongenbosch: una grande storia d'amore. Il nativo di Angers, già vincitore del torneo nel 2013, torna ad alzare il trofeo olandese. Il suo cammino verso la finale è lastricato di difficoltà: non solo è costretto a passare dalle qualificazioni, ma viene sorteggiato al primo turno contro la wild card di lusso Hewitt, contro il quale, però, il match non è in discussione. Il transalpino, poi, rischia di nuovo in semifinale andando sotto di un set contro il padrone di casa Haase. Nel frattempo, dall'altra parte del tabellone la testa di serie numero 2, Goffin fatica nei quarti di finale, quando deve rimontare un parziale a Marchenko, poi è cinico in semifinale contro lo specialista della superficie Muller. All'atto conclusivo del torneo olandese c'è partita soltanto nel primo set. Mahut e Goffin si scambiano palle break tra l'ottavo e il nono gioco, ma nessuno dei due ne approfitta. Dopo il tiebreak, invece, il transalpino dilaga. La sua favola ha il lieto fine.

Le curiosità:

1) Hewitt wild card di lusso

Nell'ultimo anno prima del ritiro, Hewitt accetta qualche wild card qua e là, ma la fortuna non gli sorride. Anzi l'australiano sembra più che lontano da una condizione fisica accettabile. Anche a Hertongenbosch l'ex numero 1 del ranking rimedia una cocente eliminazione all'esordio. Questa volta, però, il suo avversario non è un fuoco di paglia: è quel Mahut che andrà a vincere il torneo.

2) La rivincita dei qualificati

Exploit di Mahut a parte, a Hertongenbosch tutti i qualificati raggiungono almeno il secondo turno del torneo. Ito si regala un incontro contro Karlovic che lo batte in due tiebreak e Chiudinelli supera Paire prima di essere eliminato da Mannarino, mentre Marchenko, dopo aver avuto la meglio su Youzhny e Joao Sousa, subisce la rimonta del futuro finalista Goffin nei quarti di finale. Non chiamateli outsider.

ATP 250 Hertongenbosch - 2016

La finale: Nicolas Mahut b. Gilles Muller 6-4, 6-4

Tripletta completata e aggancio riuscito a Patrick Rafter nell'albo d'oro: per Mahut il quarto acuto in carriera in singolo è dolce. La difesa del titolo, però, non comincia sotto i migliori auspici: dal secondo turno in poi il transalpino va sotto di un set sia contro il connazionale Mathieu, che contro Tomic che contro Querrey. Muller, invece, regola il padrone di casa Haase, gli spagnoli Garcia Lopez e Ferrer - unico a strappargli un set - e il big server croato Karlovic. In finale Mahut subisce il break nel quarto game del primo parziale da 40-0. Sembra il preludio a una disfatta, ma il lussemburghese prima manda fuori una facile volee e gli restituisce il favore, poi, addirittura, si trova sul 3-5 in un attimo. Nonostante l'interruzione per pioggia, Muller non riesce a ritrovare la lucidità nel secondo set. Con lo strappo nel terzo gioco, incominciano a scorrere i titoli di coda della partita. Per il lussemburghese, comunque, Hertongenbosch sarà nel suo destino.

Le curiosità:

1) La prima volta di Medvedev

Tre anni dopo Medvedev diventerà "the machine" sul cemento, ma per il russo la prima gioia nel circuito maggiore arriva sull'erba a Hertongenbosch. Dopo la gavetta nelle qualificazioni, il Next Gen di Mosca fa la voce grossa contro l'argentino Zeballos - non esattamente uno specialista del verde - al quale lascia quattro giochi. Al secondo turno il francese Mannarino ridimensiona subito le sue ambizioni, ma la strada sembra tracciata.

2) Ascesa e declino di Kozlov

Una finale agli Australian Open juniores persa contro Sascha Zverev, poi la vittoria dell'Orange Bowl contro Tsitsipas: dopo un 2014 scoppiettante, Kozlov sembra pronto a dire la sua nel circuito maggiore. In tabellone con una wild card, l'americano si spinge fino ai quarti di finale, sconfiggendo Nishioka e il connazionale Johnson. Sarà un altro statunitense - quel Sam Querrey che arriverà in semifinale a Wimbledon poche settimane dopo - a fermare la sua corsa, con tanto di bagel nel secondo set. Da lì in poi Kozlov sparisce dai radar. Miglior classifica? La posizione 115 del ranking (a febbraio 2017). Partecipazioni Slam? Nessuna.

ATP 250 Hertongenbosch - 2017

La finale: Gilles Muller b. Ivo Karlovic 7-6, 7-6

Muller meritava un trionfo sull'erba nel circuito maggiore. Il lussemburghese, reduce dal primo titolo in carriera nell'ATP 250 di Sydney a gennaio, legittima il suo cammino sconfiggendo lo specialista italiano Seppi, Bedene - unico a strappargli un set - e Sascha Zverev. Percorso altrettanto netto per Karlovic: il croato si sbarazza di Kozlov e Medvedev e piega la resistenza di Cilic. In finale regnano i servizi: 22 ace e il 94% di prime in campo per Muller, 19 ace e il 76% di prime in campo per Karlovic. Grande assente della partita è la palla break. Nessuno dei due riesce anche solo a crearsi un'occasione per scardinare la resistenza dell'avversario. Nei due tiebreak al croato continua a non funzionare la risposta. Il lussemburghese, invece, è più incisivo nei momenti chiave. In partite così equilibrate, basta un punto per portare a casa un trofeo.

Le curiosità:

1) Le migliori semifinali possibili

Nel primo anno dal 2013 in cui in tabellone a Hertongenbosch ci sono due top ten, le semifinali in programma non possono essere che le migliori possibili: Cilic contro Karlovic e Zverev contro Muller. Di sabato, però, i pronostici di classifica si ribaltano: Marin non scardina quasi mai il muro al servizio del connazionale Ivo, mentre Sascha non è mai pericoloso in risposta contro lo specialista dell'erba Gilles. La finale forse è un po' inaspettata, ma pienamente meritata.

2) Benneteau, the lucky (lucky) loser

In tabellone a Hertongenbosch da lucky loser e in un torneo dominato dai quattro top seed, Benneteau si spinge fino ai quarti di finale. La rimonta contro Donskoy è pesante perché il francese deve annullare sei decisive palle break tra il primo e il quinto gioco del secondo set. Il successo contro Mahut, invece, gli permette di estromettere il campione uscente. Una piccola favola.

ATP 250 Hertongenbosch - 2018

La finale: Richard Gasquet b. Jeremy Chardy 6-3, 7-6

Acuto di Muller a parte, Hertongenbosch è colonia francese. Ancor più se, di domenica, in campo si vede una finale tutta transalpina. Gasquet perde l'unico set del suo torneo contro Tomic in semifinale, dopo aver eliminato in due tiebreak, nei quarti di finale, un emergente Tsitsipas. Chardy scherza con il fuoco all'esordio contro Garcia Lopez, mancando quattro match point già nel secondo set, poi regola il top seed Mannarino, ha bisogno di due ore e 22 ace per avere la meglio su McDonald e supera Ebden in semifinale. All'atto conclusivo del torneo olandese, Gasquet è più continuo: è il primo a breakkare, complice un bel dritto sulla riga, è lucido a ritornare avanti dopo aver subito il controbreak ed è freddo nell'annullare due set point sul 5-3 del secondo parziale, uno dei quali con un intelligente passante di rovescio. Nel tiebreak decisivo è pioggia di mini-break, l'ultimo dei quali - quello fatale - arriva con una volee sbagliata facilmente da Chardy.

Le curiosità:

1) Tomic il qualificato

Nel 2016 si presentava a Hertongenbosch da testa di serie numero 2. Due anni e un reality show dopo, invece, Tomic deve superare le qualificazioni se vuole sperare di tornare a dire la sua in Olanda. All'esordio il tabellone gli dà una mano: il lucky loser King non è un osso duro. Poi, però, l'australiano sale di livello e sconfigge il padrone di casa Haase e la testa di serie numero 4 Verdasco senza perdere set. A fermarlo in semifinale, soltanto il futuro vincitore Gasquet.

2) Basilashvili, il più deluso dei delusi

Nel tennis sulla carta non c'è uno sconfitto più sconfitto degli altri, ma se si istituisse questa speciale graduatoria, probabilmente a Hertongenbosch la palma del più deluso andrebbe a Basilashvili. Il georgiano raccoglie cinque giochi all'esordio contro Sugita, che poi non riesce a superare l'ostacolo Copil, che a sua volta non è in partita con Ebden, che non mette quasi mai in difficoltà Chardy. Per il quale, ovviamente, la finale è indigesta.

ATP 250 Hertongenbosch - 2019

La finale: Adrian Mannarino b. Jordan Thompson 7-6, 6-3

Sei finali dopo e a quasi 31 anni, Mannarino riesce a centrare il primo titolo nel circuito maggiore. Il francese legittima il suo percorso lasciando tre game all'esordio alla wild card di casa De Bakker e avendo la meglio in rimonta nell'ordine su Verdasco, Goffin e Coric. Il suo avversario per il titolo, Thompson, invece, beneficia di un lato di tabellone senza Tsitsipas, ma si trova sotto di un parziale all'esordio contro il qualificato americano Paul e contro la testa di serie numero 3, Alex De Minaur nei quarti di finale. All'atto conclusivo del torneo olandese, l'australiano, che era stato il primo a subire il break - tra l'altro a zero - è il primo ad avere set point. Se ne procura due nell'undicesimo gioco del primo parziale e due nel successivo tiebreak, di cui uno al servizio. È il francese, però, a portarsi a casa il set. Stesso copione nel secondo parziale: Thompson è il primo ad avere due palle break, ma Mannarino è il primo a strappare nel quarto gioco. La maledizione è finita.

Le curiosità:

1) Garin e Jarry: non solo terraioli

Chi è a suo agio sulla terra rossa spesso si guadagna l'etichetta di "terraiolo". Non è il caso di Garin e Jarry, però. A Hertongenbosch entrambi si spingono fino ai quarti di finale, il primo eliminando in rimonta Fritz al secondo turno, il secondo tenendo a bada lo scalpitante Sinner e sconfiggendo uno Tsitsipas ancora in shock dopo il Roland Garros. A stroncare i sogni di gloria dei due cileni, rispettivamente Gasquet e Coric, ben più esperti di loro sul verde.

2) Mai così tanta Italia

Sonego e Seppi per diritti di classifica, Sinner e Caruso dopo aver superato le qualificazioni, Fabbiano perché lucky loser: mai a Hertongenbosch si vede così tanta Italia. Sull'erba, però, non tutti i nostri portabandiera sono a proprio agio. Lorenzo non sfrutta un set di vantaggio contro Kukushkin (anche se avrà modo di trovare il feeling con la superficie nell'ATP 250 di Antalya), Jannik - alla sua prima volta sul verde - non sfigura, ma non riesce a superare l'ostacolo Jarry, mentre Salvatore non impensierisce Garin. Al secondo turno accede soltanto Andreas, vincitore nel derby con Thomas.

Michela Curcio

[9.6.2020 - 16:54]



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