InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Halle

Gli amarcord tedeschi degli ultimi anni
Il dominatore è sempre Federer


La prima "decima" di Federer, il giardino di casa che dà fiducia a Sascha Zverev, la quasi favola di Seppi, tra i pochi italiani a suo agio sull'erba: ad Halle c'è sempre spazio per le storie da copertina. Il torneo tedesco - istituito nel 1993 - è stato promosso da 250 a 500 nel 2015. Dal 2002, l'unico a fermare sul campo re Roger prima della finale è stato proprio uno Zverev ancora teenager nel 2016. Nel 2007, nel 2009 e nel 2011, invece, il fenomeno elvetico neanche si presentò ai nastri di partenza in Germania, complice l'affaticamento post Roland Garros.

La sedicesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta dunque ad Halle.

ATP 500 Halle - 2015

La finale: Roger Federer b. Andreas Seppi 7-6, 6-4

Federer perdonerà i suoi fan italiani per non aver tifato per lui, perché per Seppi l'occasione era ghiotta. L'altoatesino supera all'esordio Haas e spreca un match point già nel tiebreak del secondo parziale contro la testa di serie numero 5 Robredo. Poi è fortunato per i ritiri di Monfils e Nishikori. Dall'altro lato del tabellone, re Roger parte in sordina contro Kohlschreiber: prima deve annullare al tedesco due set point nel primo parziale, poi diverte il pubblico con un geniale lob con il braccio dietro la schiena, infine rischia la beffa, non sfruttando due match point nel decimo gioco del terzo set e trovandosi sotto di un mini-break nel tiebreak decisivo. Da lì, però, la cavalcata è trionfale: Gulbis, Mayer e Karlovic non gli strappano neanche un set. In finale per Seppi i rimpianti sono per i due set point non sfruttati sul 4-5, 15-40 nel primo set e per il doppio fallo a chiudere il tiebreak del primo parziale. Federer, invece, annulla quattro palle break su quattro, mette a segno quattordici ace ed è devastante con il rovescio. Il re non è facilmente detronizzabile.

Le curiosità:

1) Monfils e Nishikori: baciati dalla sfortuna

Raggiungere una finale è sempre un risultato da incorniciare, ma ad Halle Seppi ringrazia soprattutto la fortuna. Nei quarti di finale l'altoatesino incontra Monfils, reduce dalla semifinale a Stoccarda contro Nadal. Il transalpino, però, si ritira sul 6-1, 1-0: infortunio all'anca. Altro giro, altra corsa: in semifinale Nishikori dura cinque game, poi alza bandiera bianca. Mors tua, vita mea.

2) Berydch-Coric, Zverev-Karlovic: gioventù contro esperienza

Attenti a quei due: Borna Coric e Sascha Zverev. Entrambi diciottenni, entrambi già semifinalisti in un ATP 500 - il primo a Basilea e il secondo ad Amburgo - e in rotta di collisione nei quarti di finale. A stroncare le loro speranze Berdych e Karlovic. Il primo si sbarazza del croato lasciandogli cinque game, il secondo sfrutta il calo del tedesco alla lunga. Esperienza batte gioventù due a zero.

ATP 500 Halle - 2016

La finale: Florian Mayer b. Alexander Zverev 6-2, 5-7, 6-3

Chi ha acquistato i biglietti per vedere Federer in finale non è fortunato. Per la prima e unica volta in carriera, re Roger abdica prima della domenica ad Halle. Ci si può consolare con la speranza di assistere alla consacrazione di un baby fenomeno, ma in uno showdown tutto tedesco, a vincere è l'outsider. Mayer è in tabellone con il ranking protetto: approfitta del ritiro di Nishikori, estromette il finalista uscente Seppi nei quarti di finale e ridimensiona le ambizioni di Thiem in semifinale. Dall'altra parte del tabellone il teenager Sascha Zverev fa la voce grossa annullando cinque set point al veterano Baghdatis nel primo set dei quarti di finale e superando in semifinale Federer. In finale, però, il Next Gen tedesco si scopre non pronto per il suo primo titolo nel circuito maggiore. Un doppio fallo consegna a Mayer il break in un primo set dominato, con Zverev che si fa notare unicamente per un tweener sul 2-4, 0-40. Il diciannovenne di Amburgo annulla con orgoglio due match point nel decimo gioco del secondo parziale, ma la rimonta non gli riesce, con un rovescio sparato fuori a regalare il break decisivo al suo avversario.

Le curiosità:

1) Federer vs Zverev, l'alba di un confronto generazionale

Da un lato il quasi trentacinquenne Federer, dall'altro il diciannovenne Sascha Zverev: è l'alba di un'affascinante rivalità intergenerazionale. Complici gli acciacchi del re e la sfrontatezza al servizio del principino, l'elvetico viene detronizzato. «È un futuro numero 1», dirà Roger del suo avversario. L'investitura è pesante, i successivi tre anni sono una conferma. Le tre Laver Cup, il tour in Sudamerica, i discorsi di incoraggiamento: se tutti i re potessero scegliere i propri eredi...

2) Thiem-Kohlschreiber, la rivincita mancata

Thiem e Kohlschreiber, Kohlschreiber e Thiem: in Germania il destino è stufo di questo match up. Nel 2016 i due si sono già affrontati in due finali sul suolo tedesco: a Monaco ha vinto Philipp, a Stoccarda ha vinto Dominic. Ad Halle l'atto terzo non va mai in scena: Kolschreiber si ritira prima ancora di scendere in campo. Ironia della sorte, a oggi non si sono più incrociati in tabellone.

ATP 500 Halle - 2017

La finale: Roger Federer b. Alexander Zverev 6-1, 6-3

La finale che tutti volevano vedere in Germania, il remake di un match che, dodici mesi prima, aveva tenuto gli spettatori incollati ai seggiolini. Re Roger Federer - che arriva ad Halle dopo l'inaspettato scivolone all'esordio a Stoccarda - subisce gli unici due break del suo torneo in semifinale contro Khachanov, il quale recrimina per i due set point non sfruttati nel secondo parziale. Sascha Zverev, invece, lotta punto su punto nei primi due set dei quarti di finale contro Bautista Agut, salvo prendere il largo nel terzo parziale; poi, in semifinale, rimonta un set a Gasquet. Nonostante le promettenti premesse, la finale non dura neanche un'ora. Sul Next Gen di Amburgo, forse anche un po' emozionato nel giocarsi il trofeo di casa davanti al suo idolo, si abbatte la tempesta perfetta. A suon di dropshot e di traiettorie disegnate con il compasso, il fenomeno elvetico quasi lo rimanda a scuola. Alla fine del primo set, il tedesco allarga le braccia sconsolato come a dire: "E io che posso fare oggi?". Due mesi dopo a Montreal sarà più fortunato.

Le curiosità:

1) Khachanov-Rublev, atto primo

Entrambi russi, un anno di differenza tra di loro e uno stile di gioco simile: Khachanov e Rublev sono i due astri nascenti del tennis made in Mosca. Ad Halle va in scena il primo confronto diretto tra i due amici di infanzia: in un quarto di finale molto combattuto Karen mette a segno 19 ace, ma spreca break e set point nel primo set - che riesce comunque a portare a casa. Andrej, invece, si prende il secondo parziale e sale 2-1 e break nel terzo set, ma non riesce a mettere la freccia.

2) Nishikori e la maledizione tedesca

Anno 2015: ritiro in semifinale contro Seppi, con l'altoatesino avanti 4-1 nel primo set. Anno 2016: forfait al secondo turno contro il futuro vincitore Mayer senza neanche scendere in campo. Anno 2017: bandiera bianca sempre al secondo turno contro Khachanov dopo cinque game. Tra Nishikori e la Germania il feeling è pessimo. Tanto più che, nel 2018, al primo non-ritiro dal 2014, il giapponese sarà sconfitto di nuovo al secondo turno e di nuovo da Khachanov. Sayonara, Halle.

ATP 500 Halle - 2018

La finale: Borna Coric b. Roger Federer 7-6, 3-6, 6-2

Il novantanovesimo acuto ad Halle, il centesimo trionfo a Wimbledon. Il piano di Federer sarebbe perfetto, se solo sulla sua strada non si trovasse di fronte un Coric guastafeste. L'elvetico è tornato al primo posto nel ranking mondiale e soltanto l'istrionico Paire riesce a spaventarlo per davvero nel secondo turno, con Roger che manca due match point nel dodicesimo gioco del terzo set e, a sua volta, ne deve annullare due nel tiebreak decisivo. Dall'altra parte del tabellone, però, il Next Gen croato non è da sottovalutare: elimina all'esordio il finalista uscente Sascha Zverev, lasciandogli cinque giochi, non perde set né contro Basilashvili, né contro lo specialista Seppi e beneficia del ritiro di Bautista Agut in semifinale. In finale Federer spreca due set point nel primo parziale - uno dei quali con una volee scoordinata e da matita rossa. Poi prova a riportarsi in carreggiata vincendo il secondo set, ma è a corto di energie nel parziale decisivo. Festa rovinata e posizione da numero 1 già ceduta all'amico-rivale Rafa Nadal.

Le curiosità:

1) Seppi-Berrettini, il derby degli specialisti italiani sull'erba

Berrettini ancora non lo sa, ma sull'erba si troverà particolarmente a suo agio. Al suo debutto in un torneo sul verde da lucky loser, il destino gli riserva un derby contro quel Seppi già finalista ad Halle nel 2015. Al romano non bastano undici ace, perché non si costruisce neanche una palla break. L'erba tedesca, però, in un modo o nell'altro è nel suo futuro.

2) Kudla, dalle qualificazioni alla semifinale

L'erba è la sua superficie preferita, ha detto di sé. Infatti ad Halle partendo dalle qualificazioni Kudla si regala un'inaspettata semifinale contro Federer. Semifinale che raggiunge senza perdere un set e subendo un unico break nel secondo set dei quarti di finale contro Sugita. La favola, chiaramente, finisce al cospetto di re Roger, ma l'americano lascia la Germania senza rimpianti.

ATP 500 Halle - 2019

La finale: Roger Federer b. David Goffin 7-6, 6-1

Un anno dopo, Federer non può proprio lasciarsi sfuggire la prima "decima" della carriera. Per re Roger inizialmente la transizione dalla terra rossa all'erba sembra traumatica: sia uno Tsonga non al meglio nel secondo turno che un coriaceo Bautista Agut nei quarti di finale gli strappano un set. Dall'altro lato del tabellone Goffin ha il merito di approfittare dell'inquietante problema doppi falli di Zverev nei quarti di finale e, in semifinale, di riportare sulla terra un Berrettini che nel 2019 non aveva mai perso sul verde. In finale c'è partita soltanto nel primo set, quando il belga non sfrutta tre palle break sul 2-2. Poi è il solito monologo svizzero, con Goffin che scopre di avere, anche lui, la "doppiofallite" - ne commetterà cinque solo nel secondo parziale. Una "decima" tira l'altra: a ottobre per re Roger arriverà la doppia cifra anche a Basilea, nel torneo che ha frequentato fin da quando era ancora un ball boy di belle speranze.

Le curiosità:

1) Chi fermerà Matteo Berrettini?

Nessuno escluda Berrettini dal novero dei favoriti ad Halle: ai nastri di partenza del torneo tedesco, l'italiano - fresco vincitore nell'ATP 250 di Stoccarda - non ha ancora perso il servizio sull'erba. A Seppi il merito di strappare almeno un set al connazionale, nel remake del derby nel 2018. A Goffin il merito di sconfiggerlo in semifinale. La sfida dei sogni con Federer è rimandata di venti giorni: è più bello affrontare il proprio idolo sul centrale di Wimbledon negli ottavi di finale.

2) I rimpianti del giovane Sascha

Vincere contro Goffin per regalarsi, in semifinale, la rivincita contro Berrettini e per regalare al pubblico l'atto secondo di una finale che fu squilibrata nel 2017: se Sascha Zverev potesse contare sul suo devastante servizio, per lui non ci sarebbero problemi. Il tedesco, invece, pur mettendo a segno quattordici ace, commette nove doppi falli, converte tre palle break su dieci e spreca un set prima e un break di vantaggio nel parziale decisivo poi. Non di solo orgoglio può andare avanti chi ha paura di sbagliare.

Michela Curcio

[16.6.2020 - 16:42]



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