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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Queen's

Gli amarcord inglesi dal 2015
Murray e Lopez mattatori


Ad Halle per vedere dal vivo al regno di Roger Federer, sui campi del Queen's per incominciare a respirare l'aria londinese e per la concorrenza spietata: negli ultimi cinque anni tutte le otto teste di serie sono entrate da top 20 nel main draw del torneo, ad eccezione di Felix-Auger Aliassime, accreditato, durante la scorsa edizione, da numero 21 del ranking. L'albo d'oro del Fever Tree Championship è ricco di vincitori eccellenti: da Jimmy Connors a John Mc Enroe, da Boris Becker a Ivan Lendl, da Pete Sampras a Lleyton Hewitt e da Andy Roddick a Rafa Nadal. Il più titolato a Londra, però, è Andy Murray, campione per cinque volte tra il 2009 e il 2016.

La diciassettesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta in Inghilterra, alle porte di Londra, dove ci si tratterrà per un po'.

ATP 500 Queen's - 2015

La finale: Andy Murray b. Kevin Anderson 6-3, 6-4

Make it poker per Murray: il padrone di casa torna a vincere un trofeo sul verde dopo quasi due anni di digiuno. Lo scozzese, in tabellone da top seed, prima della finale perde un unico set nei quarti di finale contro Muller. Il suo avversario per il titolo, Anderson, invece, ha un sorteggio quasi impossibile: all'esordio annulla un match point al servizio e nel secondo set alla wild card di lusso Hewitt, poi supera in due combattuti tiebreak e dopo sei match point il numero 2 del tabellone Wawrinka e non ha vita facile né contro Garcia Lopez nei quarti di finale, né contro Gasquet in semifinale, con il transalpino che gli annulla un match point nel tiebreak del secondo parziale. In finale Murray è più riposato di Anderson: Sir Andy si impone in risposta - la smorzata che gli regala il primo set è sublime - e, allo stesso tempo, non dà al suo avversario la possibilità di attaccarlo al servizio. Tanto che a fine match la voce "palle break concesse" resta ferma sullo zero.

Le curiosità:

1) La delusione Nadal

In tabellone da testa di serie numero 5 e da numero 10 del ranking: a Nadal non capita spesso di iscriversi a un torneo con una classifica così bassa. All'esordio contro Dolgopolov Rafa annulla un match point e va avanti di un break nel terzo set, ma l'ucraino reagisce e completa la rimonta con un passante lungolinea a sfruttare l'ingenuità del maiorchino a rete. Il peggio deve ancora arrivare.

2) L'esordio shock di Bolelli

Mentre Seppi sfrutta le coincidenze favorevoli ad Halle, al Queen's c'è un altro italiano che prova a dire la sua sull'erba. Con scarsi risultati, però. In tabellone dopo aver superato le qualificazioni, Bolelli raccoglie appena tre giochi contro Gasquet. Unici lampi, le due palle break non concretizzate: peccato che siano arrivate sul 5-1 nel primo set e sul 3-0 nel secondo parziale.

ATP 500 Queen's - 2016

La finale: Andy Murray b. Milos Raonic 6-7, 6-4, 6-3

Un pokerissimo per staccare Roddick e Hewitt nell'albo d'oro, una sconfitta che sa di maledizione, l'atto conclusivo in uno Slam all'orizzonte: Murray e Raonic spoilerano la finale di Wimbledon agli spettatori del Queen's. Rispetto a dodici mesi prima, lo scozzese inciampa più spesso sul giardino di casa. Già all'esordio deve annullare quattro set point in tutto a Mahut, poi perde un set sia nei quarti di finale contro il connazionale Edmund, sia in semifinale contro Cilic. Dall'altra parte del tabellone, invece, il canadese prolunga fino al terzo set l'incontro di lusso al primo turno contro Kyrgios, ma non rischia più niente contro Vesely, Bautista Agut e Tomic. All'atto conclusivo del torneo tra Murray e Raonic è battaglia. Il primo set scorre senza palle break, ma quando nel tiebreak il canadese ritrova la strada della rete, per lo scozzese sono dolori. Milos sale 7-6, 3-1 e servizio. Sembrerebbe che sulla partita siano pronti a scorrere i titoli di coda: è difficile strappare la battuta a un big server. Invece Sir Andy trova una velenosa risposta per ottenere il controbreak e l'inerzia della finale cambia. Nel secondo set Raonic si consegna con un brutto rovescio in slice e una smorzata sbilenca, nel terzo parziale, invece, Murray è protagonista con una pregevole compilation di smorzate.

Le curiosità:

1) Wawrinka e lo scarso feeling con Londra

In teoria i suoi devastanti servizio e rovescio dovrebbero dargli una mano sull'erba. In pratica tra Wawrinka e il verde il feeling non sembra decollare. Esclusa la semifinale del 2014 persa contro Dimitrov, il Queen's è sempre indigesto per Stan the Man. Nel 2016 il trend negativo prosegue e l'elvetico, in tabellone da testa di serie numero 2, esce subito all'esordio contro Verdasco, sprecando otto palle break su otto.

2) Un quadrante di incroci Gran Bretagna vs Francia

Murray-Mahut, Bedene-Paire, Evans-Mathieu, Edmund-Simon: nel primo quadrante del tabellone del Queen's vanno in scena quattro sfide tra Gran Bretagna e Francia. Finisce 3-1 per i britannici: Murray supera Mahut in due tiebreak; tra Bedene e Paire e tra Evans e Mathieu, unico francese del gruppo a superare il primo turno, è trionfo di set point e palle break e Edmund e Simon danno vita a una battaglia di quasi due ore.

ATP 500 Queen's - 2017

La finale: Feliciano Lopez b. Marin Cilic 4-6, 7-6, 7-6

Lopez e il Queen's: una storia d'amore destinata a sbocciare. A pagarne le spese un Cilic che tre settimane dopo giocherà a Wimbledon una finale ben più dolorosa per lui. Lo spagnolo elimina all'esordio la testa di serie numero 2 Wawrinka, poi gioca un combattuto quarto di finale contro Berdych, sul quale ha la meglio dopo due ore e mezza e un match point annullato, e una semifinale vintage contro quel Dimitrov che lo aveva sconfitto in finale a Londra nel 2014. Dall'altro lato del tabellone, il croato ha un ostico primo turno contro Isner, ma rischia soltanto in semifinale contro Muller. All'atto conclusivo del torneo, in tutti e tre i set si vedono appena tre palle break - tutte non concretizzate da Cilic. Nel tiebreak del parziale decisivo, però, la partita si accende: il croato è il primo ad avere un match point, ma Lopez fa buona guardia a rete. Poi è lo spagnolo a non capire i movimenti del suo avversario. Alla fine, è decisivo un dritto fuori misura di Cilic. Il quale, però, avrà modo di riscattarsi appena dodici mesi dopo sull'erba del Queen's.

Le curiosità:

1) L'impresa di Jordan Thompson

Nessun lucky loser è fortunato se affronta all'esordio il numero 1 del ranking e il cinque volte campione a Londra Murray. Invece Jordan Thompson riesce nell'impresa: se nel primo set lo scozzese riesce a tenersi a galla fino al tiebreak, nel secondo parziale va spesso fuori giri nella corsa e nei colpi di dritto. Che Sir Andy stia ancora smaltendo le scorie del Roland Garros?

2) La prima volta di Shapovalov sull'erba

Il campione 2016 di Wimbledon juniores, Shapovalov entra per la prima volta nel main draw del Queen's dopo aver superato le qualificazioni e si fa subito notare. Servizio e rovescio esplosivi e incoscienza tattica: così il teenager canadese supera in tre set il padrone di casa Edmund, prima di arrendersi per inesperienza a Berdych. Il futuro, comunque è roseo. Specialmente a Montreal.

ATP 500 Queen's - 2018

La finale: Marin Cilic b. Novak Djokovic 5-7, 7-6, 6-3

Un ultimo torneo in Purgatorio prima della gloria a Wimbledon. A Londra Djokovic deve cedere il passo a un Cilic in odore di rivincita dopo la finale persa dodici mesi prima contro Lopez. In main draw con una wild card - e senza neanche essere tra i primi venti del ranking - Nole non perde neanche un set fino alla semifinale, eliminando, tra gli altri, quel Dimitrov già campione a Londra nel 2014. Il croato, in tabellone da top seed, comunque non sfigura: l'unica macchia prima della finale è la rimonta contro Muller, mentre l'equilibrata sfida in semifinale contro Kyrgios è decisa da due tiebreak. All'atto conclusivo del torneo londinese, gli spettatori palpitano per tre ore. Nel primo set Djokovic sembra tornato a essere un robot: saranno sei le palle break annullate a Cilic. Sul 4-5, 30-40 del secondo parziale, poi, Nole ha un championship point: Marin glielo annulla con un servizio vincente. Pur non avendo colpe, il serbo si disunisce: spreca un vantaggio di 4-1 nel tiebreak del secondo parziale e affossa in rete un rovescio che regala al croato il break decisivo, dopo che lo stesso Cilic si era procurato una palla break con un pregevole dritto in corsa.

Le curiosità:

1) Kyrgios-Murray, primo turno di lusso

Il più istrionico del circuito contro il più regolarista: Murray arriva a Londra dopo un intervento all'anca che lo ha spinto fuori dalla top 100. Kyrgios, invece, è il numero 21 del mondo. Il match dura tre ore ed entrambi forzano la mano al servizio - l'australiano chiuderà con 18 ace e 11 doppi falli, lo scozzese con 16 ace e 8 doppi falli. Se nel primo set Sir Andy sembra più centrato, sulla distanza la freschezza fisica di Nick ha la meglio. Sarà l'unica vittoria di Kyrgios contro Murray.

2) Se la parte bassa del tabellone perde le teste di serie

Niente squilibra un tabellone più di perdere all'esordio quasi tutte le teste di serie concentrate in un lato. Sock si arrende al Next Gen Medvedev; Berdych viene eliminato a sorpresa al qualificato Benneteau e ad Anderson sono fatali due tiebreak contro l'argentino Mayer. E Dimitrov? In tabellone da numero 2 del seeding, ha la sfortuna di incontrare Djokovic al secondo turno.

ATP 500 Queen's - 2019

La finale: Feliciano Lopez b. Gilles Simon 6-2, 6-7, 7-6

Dream double: da un lato la doppietta di Lopez nell'albo d'oro del Queen's, dall'altro il trionfo in doppio insieme a un redivivo Murray. Lo spagnolo, in tabellone con una wild card, è costretto a rimontare un set in ogni match giocato: all'esordio contro Fucsovics, nei quarti di finale contro Raonic e in semifinale contro Auger-Aliassime. Ancora più accidentato il cammino di Simon, sempre costretto alla distanza contro il qualificato Ward, contro Anderson, contro il connazionale Mahut e contro Medvedev. La finale, ovviamente, si risolve dopo tre set: nel primo parziale Lopez è in controllo, mentre nel secondo Simon punisce le avventate discese a rete del suo avversario. Nel set decisivo è pioggia di palle break: nove nei primi quattro game, tre a favore del transalpino, sei a favore dello spagnolo. Nessuno dei due, però, opera lo strappo, così, dopo un primo match point sprecato nel dodicesimo gioco, Lopez corona la settimana da sogno al tiebreak decisivo.

Le curiosità:

1) Tsitsipas vs Auger-Aliassime, Next Gen al potere

Complici le eliminazioni precoci, il quarto di finale tra Tsitsipas e Auger-Aliassime è una finale anticipata. Il greco, però, memore della brutta figura di tre mesi prima nel Master 1000 di Indian Wells, non entra mai in partita e converte zero palle break su sette. «Potrei non riuscire mai a batterlo», confesserà sconsolato Stefanos in conferenza stampa. Invece troverà la chiave per avere la meglio su Felix sia a Shanghai che in finale nell'ATP 250 di Marsiglia.

2) Il calvario di Del Potro

In tabellone da testa di serie numero 3, Del Potro non ha sfigurato né a Roma, né al Roland Garros e deve difendere i quarti di finale a Wimbledon: la sfortuna, però, ama accanirsi su di lui. L'argentino scivola sull'erba a due game dal successo contro Shapovalov e il ginocchio torna a dargli fastidio, costringendolo al ritiro prima del match contro Lopez. Stagione finita per lui.

Michela Curcio

[16.6.2020 - 16:41]



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