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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Giornata Mondiale

In aumento il numero dei rifugiati
Un'emergenza aggravata dalla pandemia


Sono 79,5 milioni e rappresentano l'1% della popolazione mondiale, una persona ogni 97. Dietro ai numeri ci sono le vite e le storie dei rifugiati in fuga dal proprio paese per ragioni di guerre e violenze. È drammatica - come dichiarato da Chiara Cardoletti, rappresentante di UNHCR per l'Italia, la Santa Sede e San Marino - la fotografia tracciata nel rapporto annuale "Global Trends" dall'agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati, in occasione Giornata Mondiale del Rifugiato che, dal 2000, si celebra il 20 giugno di ogni anno.

Il solo 2019 ha visto, infatti, oltre 27 mila persone ogni giorno abbandonare le proprie case per sfuggire a guerre, persecuzioni e catastrofi naturali. Quasi dieci milioni in più rispetto all'anno precedente e quasi il doppio rispetto al 2010. Più della metà (45,7 milioni), si legge nel rapporto, sfollati all'interno dei propri Paesi. Gli altri sono fuggiti oltre confine e oltre 4,2 milioni di loro sono in attesa dell'esito della domanda di asilo. Nel 40% dei casi si tratta di minori che si stimano intorno ai 30-34 milioni, decine di migliaia dei quali non accompagnati. Un numero più elevato di quello dell'intera popolazione di Australia, Danimarca e Mongolia messe insieme.

Tra le cause di questo incremento le nuove crisi verificatesi nel 2019, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, nella regione del Sahel, in Yemen e in Siria, paese che ha visto l'esodo di 13,2 milioni di persone, più di un sesto del totale mondiale. Due terzi delle persone in fuga all'estero provengono, infatti, da Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar.

Un'emergenza aggravata dalla pandemia e da una crisi mondiale senza precedenti. «Quest'anno non solo registriamo un numero di persone costrette a fuggire dalle proprie case mai così elevato, ma assistiamo a un mondo in lotta col Covid-19, una malattia che affligge ancora moltissimo le vite di tutti noi», dichiara Filippo Grandi, Alto Commissario UNHCR. «Quella che era iniziata come una crisi sanitaria - aggiunge - ha assunto dimensioni più ampie, e oggi molti tra i più vulnerabili, fra cui rifugiati e sfollati, si trovano a far fronte a una pandemia di povertà».

L'appello è quindi ai Paesi di tutto il mondo perché, in spirito di apertura e solidarietà, si mobilitino per dare protezione a rifugiati, sfollati interni, apolidi in fuga e agiscano con un impulso molto più determinato volto a risolvere conflitti che proseguono per anni alla radice di immense sofferenze. «Chiunque voi siate. Da ovunque proveniate. Ognuno di noi può fare la differenza. Ogni gesto conta davvero», raccomanda Grandi.

Valentina Ersilia Matrascia

[19.6.2020 - 21:46]



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