InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Amburgo

Gli amarcord tedeschi negli ultimi anni
La doppietta a sorpresa di Basilashvili


C'era una volta il Master Series di Amburgo, ultimo appuntamento di preparazione al Roland Garros. C'era una volta, nel 2002, un Federer che sconfiggeva in finale quel Safin trionfatore agli US Open nel 2000. Proprio l'elvetico è tra i più presenti nell'albo d'oro del torneo tedesco, con i suoi quattro successi, l'ultimo dei quali nel 2007 a interrompere la striscia di 81 vittorie consecutive di Nadal sul rosso. Dal 2009, il German Open è stato spostato a luglio e retrocesso ad ATP 500. A prendere il suo posto in calendario il Master 1000 di Madrid, per l'occasione da giocare sulla terra battuta. A sostituirlo per caratura, il Master 1000 di Shanghai.

La ventesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta ad Amburgo, in Germania.

ATP 500 Amburgo - 2015

La finale: Rafa Nadal b. Fabio Fognini 7-5, 7-5

Che 2015 sarebbe stato per Nadal se non fosse riuscito a vincere neanche un titolo sul rosso? Il maiorchino perde l'unico set del suo torneo all'esordio contro Verdasco, il quale paga la sua ubris con doppio 6-1 in rimonta. Dall'altra parte del tabellone, invece, Fognini si spinge fino al terzo set sia contro Chardy che contro Ramos Vinolas e annulla un set point nel secondo parziale sia a Bedene nei quarti di finale che a Pouille in semifinale. Nonostante il doppio 7-5, la finale è lunga due ore e trentacinque minuti. Fabio sembra avere nel rovescio una chiave per sfondare, tanto che per due volte sale avanti di un break e per due volte si lascia riacciuffare. Sul 5-5, poi, Nadal è costretto ad annullare una pericolosissima palla break con una inusuale smorzata. Una violenta risposta di dritto consegna a Rafa un insperato primo set, ma nel secondo parziale il match resta equilibrato. Dal 2-1 è pioggia di break, con Fognini che, addirittura, spreca due set point sul 5-4. È ancora l'undicesimo game a cambiare la partita. Il ligure non sfrutta tre palle break, mentre nel gioco successivo, Nadal approfitta del primo match point sulla sua racchetta.

Le curiosità:

1) La quasi finale tricolore

Seppi-Fognini: quanto sarebbe stato bello un derby di domenica? Dopo la finale persa ad Halle contro Federer, ad Amburgo l'altoatesino si regala un altro match di lusso, in semifinale contro Nadal. Nel primo set, però, Andreas non riesce mai a tenere il servizio ed evita il bagel solo perché Rafa sciupa due set point di troppo. Nel secondo parziale gli va un po' meglio nella misura in cui almeno una volta riesce a non farsi breakkare. Era meglio giocare sull'erba.

2) Pouille e gli ATP 500: prove di feeling

Dalle qualificazioni alla semifinale: nel 2015 ad Amburgo un ventunenne Pouille cerca - e trova - il feeling con gli appuntamenti di rilievo nel circuito maggiore. Alla sua prima volta in un ATP 500 il transalpino si spinge fino al penultimo atto del torneo tedesco senza mai perdere un set. A fermare la sua corsa un Fognini quadrato, ma al termine della settimana il francese è in top 70.

ATP 500 Amburgo - 2016

La finale: Martin Klizan b. Pablo Cuevas 6-1, 6-4

Anderson, Bautista Agut, Carreno Busta, Delbonis, Fognini, Pouille, Thiem: questi alcuni dei big a dire "no grazie" all'idea di giocare sulla terra rossa subito dopo Wimbledon. Paire, Sascha Zverev, Chardy e Almagro: questi sono i grandi nomi che lasciano Amburgo nei primi due turni. Viste le premesse, la finale tra Klizan e Cuevas è tra le migliori possibili. L'uruguaiano soffre soltanto nei quarti di finale contro Mathieu, al quale deve annullare un set point nel decimo gioco del primo set. Lo slovacco, invece, perde l'unico set del suo torneo all'esordio contro Sijsling. In finale chi si aspetta battaglia resta deluso. Il match dura esattamente un'ora, quanto basta a Klizan per concretizzare quattro palle break su quattro e a Cuevas di non riaprire la partita dopo il controbreak nel sesto game del secondo set. Quinta finale su cinque vinta dallo slovacco e secondo ATP 500 in bacheca.

Le curiosità:

1) La disfatta tedesca

L'edizione 2016 del torneo di Amburgo è nefasta per i padroni di casa. I fratelli Zverev, Struff e le wild card Florian Mayer e Moller escono all'esordio e l'ultima wild card rimasta, Woessels rimedia un doppio 6-1 al secondo turno dal futuro vincitore Klizan. In tabellone resta il top seed Kohlschreiber che ai quarti viene rimontato da Olivo, il quale gli rifila anche un bagel.

2) La prima volta di Medvedev in un ATP 500

Dopo la vittoria a Hertongenbosch, per Medvedev arriva anche il primo successo in un ATP 500. In tabellone dopo essere passato dalle qualificazioni, il russo non si lascia intimidire da Struff: vittoria in tre set e due palle break concretizzate su due. Poi, nel match di secondo turno contro Gimeno-Traver, il moscovita lotta per tre ore e si arrende solo dopo due tiebreak. La strada è tracciata.

ATP 500 Amburgo - 2017

La finale: Leonardo Mayer b. Florian Mayer 6-4, 4-6, 6-3

Lo strano caso di una finale tra due avversari che hanno lo stesso cognome, ma nazionalità diversa. A trionfare ad Amburgo è il Mayer ospite sul Centrale. Leonardo, in tabellone da lucky loser, all'esordio rimonta un set e un break al top seed Ramos Vinolas, poi annulla due set point nel secondo parziale a Struff. Dall'altro lato del tabellone, invece, Florian ha bisogno di tre set sia contro Kuzentsov che contro Schwartzman. All'atto conclusivo del torneo tedesco, il Mayer straniero si prende più rischi al servizio - chiuderà il match con 10 ace e quattro doppi falli - senza trascurare l'aggressività in risposta, tanto che l'argentino ha sei palle break/mini-match point già nel sesto gioco del secondo set. La finale si trascina al terzo parziale perché il Mayer di casa è bravo a a concretizzare - almeno lui - un'inaspettata palla break che gli capita sulla racchetta tre game dopo, ma per Florian il bis dopo Halle 2016 non sembra mai veramente possibile.

Le curiosità:

1) Due semifinali monocolore

Due derby per due semifinali. Il match tra il futuro vincitore Leonardo Mayer e l'ex finalista nel 2013, Delbonis è a senso unico, con l'argentino più anziano che è sempre in controllo della partita. La sfida tra Florian Mayer e Kohlschreiber, invece, lascia l'amaro in bocca perché il nativo di Augusta è costretto a ritirarsi nonostante il vantaggio di un set. Forse è un presagio funesto.

2) La caduta delle teste di serie

Un torneo che perde quasi subito le sue prime quattro teste di serie si ritrova senza star, si dice. Già all'esordio il top seed Ramos Vinolas e il numero 2 del seeding Cuevas sprecano un set di vantaggio rispettivamente contro il futuro vincitore Leonardo Mayer e Kuznetsov. Poi, al secondo turno, a lasciare Amburgo sono Simon, sconfitto in tre parziali da Kohlschreiber, Paire eliminato da Kicker e Ferrer, sorpreso da Delbonis. Non bastano Khachanov e Schwartzman ad attirare su di sé i riflettori. Anche perché sia il russo che l'argentino comunque non superano i quarti di finale.

ATP 500 Amburgo - 2018

La finale: Nikoloz Basilashvili b. Leonardo Mayer 6-4, 0-6, 7-5

Sempre sconfitto nelle finali degli ATP 250, vincente in un ATP 500. È il curioso caso di Basilashvili, al primo trofeo nel circuito maggiore. Il georgiano, in tabellone dopo essere passato dalle qualificazioni, all'esordio perde un set contro la testa di serie numero 5 Kohlschreiber, nel match di secondo turno contro Cuevas deve risalire dal 6-1 nel tiebreak del primo parziale e in semifinale contro Jarry deve annullargli tre set point nel primo set e deve rimontare un bagel nel secondo parziale. L'argentino, invece, sconfigge Monfils e Schwartzman, il quale può recriminare per aver dilapidato un vantaggio di 3-1 e servizio nel terzo parziale, ma è in semifinale contro lo slovacco Kovalik che rischia la sconfitta, sprecando tre set point nel tiebreak del primo set e annullando un match point nel tiebreak del parziale decisivo. In finale Basilashvili sembra prendere il sopravvento grazie a un dritto devastante. 6-4 in tasca e trofeo più vicino. Invece, come gli era accaduto contro Jarry, il georgiano stacca la spina e subisce un bagel, con tanto di doppio fallo a chiusura di parziale. Nel terzo set, decisive sono due palle break: quella concretizzata da Basilashvili sul 5-5, 40-30 e quella sprecata da Mayer nella stessa situazione di punteggio nel game successivo.

Le curiosità:

1) A un passo da una finale tra qualificati

Exploit di Basilashvili a parte, ad Amburgo nel 2018 c'è un altro qualificato terribile. Lo slovacco Kovalik lascia sei giochi all'esordio a Dzumhur e quattro - con tanto di bagel - nel secondo turno a Molleker. Infine rimonta un set a Monteiro nei quarti di finale. In semifinale si deve arrendere al campione uscente Leonardo Mayer, ma non senza rimpianti: spreca tre set point nel tiebreak del primo set e un match point nel tiebreak del parziale decisivo. Niente favola in finale.

2) Se Cecchinato inizia a deludere

Che Cecchinato tirasse il fiato dopo uno straordinario Roland Garros era prevedibile. Specialmente se la sconfitta arriva contro un tennista del calibro di Monfils e dopo tre combattuti set. Eppure ad Amburgo il palermitano sembra un po' meno solido del solito nei momenti importanti. Spettri che, per il momento, Marco scaccia vincendo a Umago la settimana successiva.

ATP 500 Amburgo - 2019

La finale: Nikoloz Basilashvili b. Andrej Rublev

Dodici mesi dopo Basilashvili non ha ancora vinto un ATP 250, ma ha trionfato a Beijing. E con l'hat trick ad Amburgo, si guadagna la fama di re dei tornei ATP 500. Come nel 2018, il georgiano non sembra solido: al secondo turno ha bisogno di tre set per sconfiggere Londero e in semifinale deve annullare due match point a Sascha Zverev. Rublev, invece, si sbarazza di quattro specialisti del rosso: il cileno Garin, il norvegese Ruud, superato in rimonta, il top seed Thiem, battuto in due tiebreak e lo spagnolo Carreno Busta, al quale recupera un 6-3 di svantaggio. In finale, Basilashvili perde per primo il servizio, ma, dal sesto game in poi, ritrova il suo miglior rovescio. Rublev, che non si tira mai indietro con il suo dritto devastante, paga i due sofferti turni di battuta sul 3-2 e sul 5-6 nel primo set. E, nonostante il tentativo di rimonta, nel set decisivo non ha più energie.

Le curiosità:

1) Thiem e la maledizione quarti di finale

Che Thiem sia l'erede al trono di Nadal sulla terra rossa non sembrano esserci dubbi. Che non sia a suo agio ad Amburgo è un dato di fatto. Dopo la delusione contro Jarry nei quarti di finale nel 2018, in Germania l'austriaco si ferma di nuovo di venerdì. Questa volta a estrometterlo dal torneo tedesco è Rublev che lo sconfigge in due set. Con un rimpianto: Dominic non è riuscito a servire per portare a casa il primo set.

2) Nessun posto è come casa (forse)

«Questa è casa mia», dice - in realtà in modo un po' più colorito di così - Sascha Zverev al pubblico, dopo la rimonta da 3-6, 2-5 ai danni del serbo Krajinovic. Nato ad Amburgo, il Next Gen tedesco torna a giocare il torneo che lo aveva consacrato nel 2014, sperando di poter rilanciare una stagione già quasi tragica. Ma quando sembra essere a un passo dalla finale, spreca due match point contro Basilashvili - e i nove doppi falli nel match non sono più così indolori.

Michela Curcio

[14.7.2020 - 17:34]



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