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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Bastad

Gli amarcord svedesi dal 2015
Fognini tra i nomi nell'albo d'oro


Si dice tennis in Svezia, si dice Bjorn Borg, Matz Wilander e Stefan Edberg. Ma si può leggere anche Swedish Open, torneo che, dal 2002 al 2010, è stato votato dai big del circuito maschile come miglior evento della categoria 250. Istituito nel 1948, in tempi recenti l'ATP 250 di Bastad ha annoverato nell'albo d'oro nomi del calibro di Carlos Moya (vincitore nel 2002), Rafa Nadal (trionfatore nel 2005), David Ferrer (tre volte campione nel 2007, nel 2012 e nel 2017), Robin Soderling (profeta in patria nel 2009 e nel 2011) e l'italiano Fabio Fognini (re in Svezia nel 2018).

La ventunesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta dunque a Bastad.

ATP 250 Bastad - 2015

La finale: Benoit Paire b. Tommy Robredo 7-6, 6-3

Il primo trionfo di Paire nel circuito maggiore dopo un 2014 durante il quale era uscito dalla top 100 e dopo la lenta risalita a suon di vittorie nei tornei minori. L'ultima finale in carriera di Robredo che sulla terra rossa è sempre stato a suo agio e che in Svezia ha già vinto nel 2006 e nel 2008. A Bastad sia il francese che lo spagnolo brillano, non perdendo neanche un set prima di sfidarsi per il titolo. Con queste premesse, la sfida si preannuncia spettacolare, ma, al netto di un paio di palle break non concretizzate a testa e di qualche pregevole rovescio di Paire, prima del tiebreak non ci sono strappi nel punteggio. Il primo ad avere due set point - di cui uno sul servizio - è Robredo, ma a portarsi a casa il primo set è il transalpino, grazie a una delicata smorzata. Nel secondo parziale, invece, c'è lotta soltanto nel quarto gioco, con Paire che strappa il servizio all'avversario dopo diciannove punti e tre palle break.

Le curiosità:

1) La delusione Goffin

Classifica in mano, in qualsiasi torneo i riflettori sono sempre puntati sulla testa di serie numero 1. Goffin arriva in Svezia dopo un 2014 da rivelazione e un inizio di 2015 ancora senza titoli. Il belga, però, viene eliminato all'esordio da Paire, resistendo appena un'ora in campo e raccogliendo soltanto cinque giochi. La magra consolazione? Se non altro il transalpino ha poi vinto il torneo.

2) L'Italia sfortunata

Il primo in tabellone dopo aver superato le qualificazioni, il secondo in entry list per diritto di ranking: Arnaboldi e Vanni in teoria non potrebbero incrociarsi prima della finale, in pratica non vanno oltre il primo turno, complice un sorteggio non fortunato. Il milanese si difende con onore contro Janowicz e addirittura non sfrutta due set point nel secondo parziale. Il toscano si arrende a Ramos Vinolas con un doppio 6-4.

ATP 250 Bastad - 2016

La finale: Albert Ramos Vinolas b. Fernando Verdasco 6-3, 6-4

Un derby tra spagnoli per assegnare il titolo a Bastad: una finale tra connazionali in Svezia si era già vista nel 2007 e nel 2012, quando in entrambe le occasioni Ferrer prevalse su Almagro. Nel 2016, però, i protagonisti sono diversi. Ramos Vinolas fatica un po' all'esordio contro il connazionale Carballes Baena, non servendo per il primo set sul 6-5, ma chiudendo la partita in due parziali. Poi, rimonta un 5-7 di svantaggio ad Arnaboldi - con tanto di bagel nel parziale decisivo - e sfrutta i dieci doppi falli e i quattro set point non concretizzati da Ferrer in semifinale. Verdasco, invece, è protagonista di un cammino molto meno accidentato: non perde mai più di cinque game a partita prima della finale. All'atto conclusivo del torneo svedese, però, i pronostici vengono disattesi. Ramos Vinolas è dominante sia con il dritto che con il rovescio mentre Verdasco sembra scarico e senza energie. Il catalano potrebbe chiudere il match con un doppio 6-3 se non subisse un controbreak di orgoglio. Ma la vittoria è rimandata di pochi minuti: quelli che bastano affinché possa piazzare un nuovo break, quello decisivo per il titolo.

Le curiosità:

1) Il cammino di Arnaboldi

Dodici mesi dopo la delusione all'esordio contro Janowicz, in Svezia Arnaboldi ci riprova e trova ben più fortuna. Il milanese, questa volta in tabellone per diritto di ranking, rimonta un set all'esordio a Trungelliti e lascia cinque giochi alla testa di serie numero 8 Donskoy. A fermarlo nei quarti di finale, curiosamente, quel Ramos Vinolas che nel 2015 aveva eliminato un altro italiano, Vanni e che gli rifila anche un bagel nel terzo set. I miglioramenti, però, si vedono.

2) Pioggia di derby nel tabellone

Al primo turno per la Francia Hemery-Lamasine, per la Russia Khachanov-Donskoy e per la Svezia Simonsson-Soderlund; al secondo turno i match tra spagnoli Ramos Vinolas-Carballes Baena e Verdasco-Montanes; nei quarti di finale lo scontro tra i portoghesi Elias e Sousa, in semifinale e in finale le partite rispettivamente tra Ferrer e Ramos Vinoas e tra Ramos Vinolas e Verdasco: a Bastad vanno in scena ben otto derby. Difficile ricordarsi un torneo con una statistica così alta.

ATP 250 Bastad - 2017

La finale: David Ferrer b. Alexsandr Dolgopolov 6-4, 6-4

Ventisette titoli sono un'immensità negli anni della triade Federer-Nadal-Djokovic. Ferrer, testa di serie numero 8 del seeding, ha qualche problema di troppo al servizio all'esordio contro Delbonis, annulla due match point nei quarti di finale alla sorpresa Laaksonen e ne spreca a sua volta due nel secondo parziale della semifinale contro il connazionale Verdasco. Dolgopolov, invece, rischia soltanto contro Khachanov nei quarti di finale, con il russo che si arrende dopo una battaglia di due ore, dopo aver sprecato in tutto tre break di vantaggio e due match point nel terzo set e nonostante i 20 ace a referto. In finale lo spagnolo sale 6-4, 5-1, complice un avversario che osa fin troppo con il rovescio. L'ucraino, comunque, prova a non darsi subito per vinto. Annulla un primo match point con un dritto velenoso, poi ne annulla anche un altro e recupera un break nel game successivo. Infine è Ferrer a sprecare il terzo championship point con una risposta lunga. Il momento della verità arriva nel decimo gioco: allo spagnolo servono altri quattro match point per uscire vittorioso da una finale che si stava complicando.

Le curiosità:

1) Due fratelli padroni di casa

Nel 2017 a Bastad due delle tre wild card vengono concesse ai fratelli Ymer: il maggiore, Elias e il minore Mikael. Entrambi, però, non riescono a superare il primo turno. Ymer senior viene eliminato in rimonta da Verdasco, Ymer junior lotta, spreca un set point nel primo parziale contro Laaksonen ma si arrende con il punteggio di 7-6, 7-5. L'ultimo profeta in patria nell'albo d'oro resta Soderling nel 2011.

2) Arthur De Greef alla prova del circuito maggiore

A De Greef, habitué dei Challenger e dei Futures, non capita spesso di giocarsi le sue chance nel circuito maggiore. Così, dopo aver superato le qualificazioni a Bastad, spera nell'exploit. Sulla sua strada, però, trova subito Gulbis, in tabellone con il ranking protetto. Risultato? Il lettone vince in rimonta, non rischiando niente nel secondo e nel terzo set. Forse il sorteggio è stato sfortunato.

ATP 250 Bastad - 2018

La finale: Fabio Fognini b. Richard Gasquet 6-3, 3-6, 6-1

Sette in carriera, due in stagione - con vista sul cemento americano: per Fognini i trent'anni vogliono dire consapevolezza dei propri mezzi. Il ligure, in tabellone da testa di serie numero 3, soffre all'esordio contro Mikael Ymer e in semifinale contro Verdasco: a entrambi rimonta uno svantaggio di 1-6. Il suo avversario per il titolo Gasquet, invece, fatica soltanto contro Melzer il quale, curiosamente, aveva vinto il primo set anche lui per 6-1. In finale Fognini parte male, subito breakkato da un rovescio imprendibile del suo avversario. Poi, però, sale di livello e vince il primo parziale 6-3. Finale in ghiaccio? L'italiano spreca tre palle break in apertura del secondo set - una delle quali annullata dal transalpino con uno spettacolare smash al contrario - poi perde la concentrazione tra il quarto e il sesto gioco. Cosa aspettarsi nel momento della verità? Fognini rimane paziente e si affida al rovescio. I risultati arrivano: doppio break e 6-1 conclusivo - un punteggio scritto nelle stelle. Con il brivido della palla break da annullare a un passo dal traguardo.

Le curiosità:

1) La favola Laaksonen

In tabellone da lucky loser, Laaksonen si spinge a sorpresa fino alla semifinale. All'esordio lo svizzero impiega due ore e un quarto e tre set per piegare Londero, poi lascia quattro game al romano Berrettini e nei quarti di finale supera in rimonta anche il bolognese Bolelli. La sua corsa si ferma a un passo dal traguardo contro Gasquet, al quale strappa soltanto cinque game. Visti i suoi successi contro gli italiani, Fognini forse non avrebbe gradito ritrovarselo in finale.

2) Berrettini-Bolelli, derby mancato

Un derby tricolore nei quarti di finale con vista sullo showdown in finale: Berrettini e Bolelli, reduci rispettivamente dai successi - entrambi in rimonta - contro Leonardo Mayer e Carballas Baena, provano a regalare ai tifosi un match tra italiani. Ma se il bolognese supera il top seed Schwartzman annullandogli due set point nel primo parziale, il romano raccoglie appena quattro giochi contro la sorpresa Laaksonen. Laaksonen che, poi, estrometterà dal torneo anche Bolelli.

ATP 250 Bastad - 2019

La finale: Nicolas Jarry b. Juan Ignacio Londero 7-6, 6-4

«Non ho dubbi che vincerai presto il tuo primo titolo nel circuito maggiore», gli aveva detto Sascha Zverev dopo la finale di Ginevra. Neanche due mesi dopo, Jarry si regala la prima gioia ATP in carriera. Il cileno spreca qualche set point e match point di troppo nei primi due turni contro Laaksonen e il padrone di casa Mikael Ymer, ma non perde neanche un parziale prima della finale. Dall'altra parte del tabellone, invece, Londero, si spinge fino al terzo set sia contro Dellien al secondo turno che contro Gasquet nei quarti di finale. All'atto conclusivo del torneo svedese Jarry dimostra di aver imparato la lezione. Nonostante il break sprecato nel primo set, il cileno è lucido nell'annullare due set point al suo avversario - rispettivamente con una violenta risposta di dritto e un velenoso ace. Il secondo parziale, invece, scorre velocemente. A Jarry basta un'unica palla break, nel settimo gioco, quello che forse è il più delicato del set. Prova di maturità superata.

Le curiosità:

1) La delusione Garin

Dopo i successi negli ATP 250 di Houston e Monaco di Baviera, Garin arriva a Bastad intenzionato a centrare la tripletta sulla terra rossa. In tabellone il cileno si presenta da top seed, ma inciampa all'esordio contro Chardy, che lo supera con un doppio 6-4. Un pericolo in meno per il connazionale Jarry, che se lo sarebbe ritrovato da avversario nei quarti di finale.

2) Se il ranking protetto non basta

Kovalik e Darcis: storie di iscritti al torneo di Bastad grazie alla scialuppa di salvataggio del ranking protetto. Per entrambi, però, la scelta si rivela tutt'altro che fortunata. Lo slovacco si arrende con un onorevole 7-6, 6-4 al portoghese Joao Sousa. Il belga, invece, non riesce a contenere i 10 ace dell'austriaco Novak e spreca la chance di rientrare in partita mancando un set point sul servizio nel decimo gioco del secondo parziale.

Michela Curcio

[14.7.2020 - 17:32]



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