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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Gstaad

Gli amarcord svizzeri dal 2015
Fognini e Berrettini tra i vincitori


È il torneo durante il quale, nel 2003, Roger Federer venne omaggiato, prima della finale persa contro Jiri Novak, non con un trofeo, ma con una mucca di 800kg di nome Juliette. È il torneo che ha visto lo stesso Federer debuttare nel circuito maggiore nel lontano 1998. Oggi, invece, l'ATP 250 di Gstaad sorride ai paesi del Mediterraneo, con tre vincitori negli ultimi dieci anni a non essere italiani o spagnoli: Thomaz Bellucci (già campione nel 2009 e di nuovo nel 2012), Michail Youzhny (al successo nel 2013) e Dominic Thiem (trionfatore nel 2015).

La ventiquattresima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta dunque in Svizzera, a Gstaad.

ATP 250 Gstaad - 2015

La finale: Dominic Thiem b. David Goffin 7-5, 6-2

Nizza, Umago e Gstaad: Thiem non si ferma più sulla terra rossa e in Svizzera vendica la sconfitta di quasi un anno prima contro Goffin a Kitzbuhel. L'austriaco, in tabellone da testa di serie numero 3, perde un set sia nei quarti di finale contro Carreno-Busta che in semifinale contro un Lopez troppo incostante - lo spagnolo chiuderà il match con nove doppi falli. Il belga, invece, accreditato come top seed, mostra due volti. All'esordio strapazza Zeballos con un doppio 6-1. Poi, però, fatica contro Sousa nei quarti di finale, sprecando due set point nel primo parziale, altri cinque nel secondo set e addirittura due match point nel parziale decisivo. In finale Goffin recrimina soprattutto per le occasioni sciupate nel primo set. Prima non riesce a servire per chiudere il parziale sul 5-4, poi subisce un sanguinoso break nel dodicesimo gioco, tra l'altro sbagliando una volee da matita rossa sul set point. Nel secondo parziale, poi, dopo il break a favore in apertura, la partita va presto in direzione Austria, complici i sempre più pesanti colpi di Thiem.

Le curiosità:

1) Il percorso immacolato delle teste di serie

Dall'alto verso il basso del tabellone: Goffin contro Joao Sousa, Andujar contro Bellucci, Carreno Busta contro Thiem e Giraldo contro Lopez. A Gstaad tutte e otto le teste di serie arrivano ai quarti di finale. In semifinale, l'intruso in termini di ranking è proprio Bellucci, vincitore del suo match da sfavorito. L'edizione 2015 del torneo ha rispettato le aspettative di classifica.

2) Le wild card senza gloria

Per un torneo senza sorprese, ci sono tre wild card che vedono subito infrangersi i sogni di gloria. I padroni di casa Chiudinelli e Laaksonen vengono eliminati rispettivamente da Delbonis e Joao Sousa, mentre l'emergente russo Rublev non riesce a superare l'ostacolo del qualificato Zeballos. Appuntamento al prossimo anno.

ATP 250 Gstaad - 2016

La finale: Feliciano Lopez b. Robin Haase 6-4, 7-5

Quasi dodici anni dopo il primo titolo ATP, Lopez ottiene anche il primo successo sulla terra rossa. In tabellone da top seed, lo spagnolo, pur sprecando qualche set point e match point di troppo sia contro Mertl che contro Elias Ymer, corre rischi soltanto in semifinale contro Brown, al quale deve rimontare un parziale. Il suo avversario in finale, Haase fatica all'esordio contro il connazionale De Bakker, recuperandogli un set. Poi, nonostante i tanti tiebreak, non perde più neanche un parziale. All'atto conclusivo del torneo svizzero, l'olandese sembra essere solidissimo al servizio: primo gioco a zero e già due ace. A Lopez, però, basta un'unica palla break, nel quinto game, sfruttata grazie a un dritto del suo avversario fuori di centimetri. Anche nel secondo set lo spagnolo, sotto di un break per colpa di un dritto steccato, non si scompone. I punti decisivi? Un dritto a pizzicare la riga nel quinto gioco e un altro in lungolinea a dargli il break decisivo nell'undicesimo game.

Le curiosità:

1) Dustin Brown, non solo specialista sull'erba

Di Dustin Brown si dice spesso che è uno specialista dell'erba, ma il giamaicano naturalizzato tedesco si adatta anche sulla terra rossa arrivando in semifinale a Gstaad. Nell'ordine elimina Monaco, Bellucci - annullandogli due match point nel secondo set - e Youzhny. Ironicamente, però, a fermarlo di sabato è un altro amante del verde: quel Lopez che, poi, vincerà il titolo.

2) La Svizzera che non si conosce

Non solo Federer e Wawrinka. L'edizione 2016 del torneo di Gstaad mette in luce un'altra Svizzera. Le wild card vengono assegnate a Bellier e Nickles, eliminati all'esordio da Monteiro e Youzhny, e a Laaksonen, che supera il primo turno sconfiggendo Kovalik, ma poi racimola cinque game contro la testa di serie numero 8 Mathieu. In tabellone ci sono anche il qualificato Marti, sconfitto nel primo turno da Mertl, e Chiudinelli, prima vittima di Mathieu. Il futuro non è poi così roseo.

ATP 250 Gstaad - 2017

La finale: Fabio Fognini b. Yannick Hanfmann 6-4, 7-5

Fuga a Gstaad per dimenticare la delusione di Umago: Fognini si riscatta subito vincendo in Svizzera e dimostrandosi a suo agio sulla terra rossa. Il ligure, in tabellone da testa di serie numero 4, soffre sia all'esordio contro Gombos, al quale deve rimontare un 6-1 di svantaggio, sia nei quarti di finale contro Gulbis - contro il quale prevale al terzo parziale - sia in semifinale contro Bautista Agut, contro il quale salva 12 palle break su 13 in tre set. Il suo avversario per il titolo è il qualificato Hanfmann che ha perso almeno un set nei precedenti quattro match. All'esordio contro Bagnis ha sprecato un match point nel secondo set prima di chiudere 6-4 al terzo, contro la testa di serie numero 3 Lopez si è imposto 6-1 nel parziale decisivo, nei quarti di finale ha piegato Joao Sousa, che sembrava avere il match in mano dopo aver vinto un tiebreak del primo set di ventidue punti e in semifinale contro il finalista uscente Haase ha persino dovuto annullare due match point nei tiebreak del secondo parziale e altri due nel dodicesimo gioco del terzo set. La finale, però, non si discute Fognini lascia spesso fermo il suo avversario con i suoi dritti e rovesci micidiali, è freddo al servizio ed è cinico nell'annullare due palle break su tre.

Le curiosità:

1) Il ritorno di Gulbis

A Gstaad nel 2017 Gulbis ci riprova. Il lettone, in tabellone con il ranking protetto e già semifinalista nel Master 1000 di Roma nel 2010 e al Roland Garros nel 2013, è ancora a suo agio sulla terra rossa. Tanto che supera all'esordio il qualificato Brands con un doppio 6-4 e nega a Lorenzi la gioia di un derby con Fognini, vincendo soprattutto un folle primo set dopo un tiebreak lungo 22 punti. Proprio un Fabio in odore di titolo gli negherà ulteriori gioie.

2) Provaci ancora Giustino

Zero vittorie nel circuito maggiore. Quando Giustino accede al main draw del torneo di Gstaad dopo aver superato le qualificazioni, spera di poter spezzare questa maledizione. A fermarlo, però, è quell'Istomin che lo aveva già sconfitto nel 2016 a Marrakech, con l'uzbeko gli lascia cinque giochi in meno di un'ora. La maledizione continua.

ATP 250 Gstaad - 2018

La finale: Matteo Berrettini b. Roberto Bautista Agut 7-6, 6-4

Dodici mesi dopo, nuovo italiano nell'albo d'oro. Nel suo cammino alla conquista del suo primo titolo nel circuito maggiore e a suon di ace, Berrettini non perde neanche un set prima della finale sconfiggendo rispettivamente Albot, Rublev, Lopez e Zopp. Dato da non sottovalutare: nei quattro match il romano salva tutte e nove le palle break concesse ai suoi avversari. Dall'altro lato del tabellone, Bautista Agut, testa di serie numero 2 del seeding, deve rimontare un 6-2 di svantaggio all'esordio contro il connazionale Munar e si spinge fino al terzo set anche in semifinale contro Djere. All'atto conclusivo del torneo svizzero, Berrettini mette a segno 13 ace nel primo set e 4 nel secondo, senza mai concedere neanche una palla break. Nel tiebreak del primo parziale, però, rischia di subire la più clamorosa delle beffe: è chiamato ad annullare due set point a Bautista Agut, di cui uno sul servizio. Il secondo set, invece, si mette in discesa. Tanto che Matteo può mostrare tutto il suo repertorio: dritto che assomiglia a quello di Del Potro, fastidiosissimo rovescio in slice e coraggio nel tentare la smorzata per cambiare ritmo di gioco.

Le curiosità:

1) La favola di Jurgen Zopp

Dalle qualificazioni alla semifinale: Zopp, di solito un habitué dei tornei Challenger, supera all'esordio il qualificato Hanfmann, rimontandogli un set, poi si prende addirittura lo scalpo del top seed Fognini al quale recupera uno svantaggio di 1-6 e break a sfavore. Infine, ribalta la partita anche contro Bagnis nei quarti di finale. Soltanto un Berrettini futuro campione gli negherà di provare a giocarsi il titolo contro Bautista Agut.

2) L'occasione sfruttata di Galovic

Ripescato in tabellone come lucky loser, Galovic sfrutta l'occasione. Il croato supera in tre set all'esordio la testa di serie numero 5 Haase, poi rimonta un parziale all'emergente Auger-Aliassime, in tabellone con una wild card e ingenuo per i 10 doppi falli. La sua corsa si interrompe nei quarti di finale contro Djere. Non prima, però, di aver lottato per tre set e per quasi tre ore.

ATP 250 Gstaad - 2019

La finale: Albert Ramos Vinolas b. Cedrik-Marcel Stebe 6-3, 6-2

Alzi la mano chi si aspettava questa finale. Ramos Vinolas e Stebe, però, hanno il merito di approfittare dell'occasione, in un'edizione del torneo indigesta alle prime otto teste di serie. Lo spagnolo non perde neanche un set nell'ordine contro il padrone di casa Laaksonen, che subisce anche un bagel nel primo parziale e i connazionali Verdasco, Carballas Baena e Andujar. Il tedesco, invece, esordisce con un doppio 6-4 a Moutet, poi impiega più di due ore e tre set per piegare sia Vesely che Fabbiano e rimonta un 6-3 di svantaggio a Joao Sousa in semifinale. All'atto conclusivo del torneo svizzero Ramos Vinolas dimostra di avere più esperienza del suo avversario, nonostante le cinque finali perse su sei. Stebe, che comunque si prende un break in apertura, non ha un piano B quando lo spagnolo inizia a trovare il suo ritmo. L'ora e mezza di gioco è quasi bugiarda.

Le curiosità:

1) Mai così tanta Italia in Svizzera...

Dall'alto verso il basso del tabellone: il romano Moroni, il torinese Sonego, il pugliese Fabbiano, il milanese Baldi, l'altro romano Lorenzi e il marchigiano Travaglia: c'è tanta Italia ai nastri di partenza del torneo di Gstaad. A essere soddisfatti, però, sono soprattutto Moroni che coglie il primo successo nel circuito maggiore sulla wild card di lusso Robredo, sconfitta con un doppio 6-2, e Fabbiano, che si spinge fino ai quarti di finale, venendo eliminato in tre set da Stebe.

2) ...ma è anche pioggia di derby spagnoli

A proposito di nazioni ben rappresentate a Gstaad, in Svizzera vanno in scena ben quattro derby spagnoli. Nel secondo turno sia Bautista Agut che Ramos Vinolas superano rispettivamente Munar e Verdasco in due set. E proprio Ramos Vinolas è protagonista anche degli altri due match tra connazionali, rispettivamente contro Carballas Baena nei quarti di finale e Andujar in semifinale. Entrambi vinti sulla strada verso il titolo.

Michela Curcio

[21.7.2020 - 16:30]



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