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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Umago

Gli amarcord croati dal 2015
Fognini e Cecchinato: italiani vincenti


28 anni di tradizione ma già tanti vincitori di spicco: l'ATP 250 di Umago è famoso per annoverare nell'albo d'oro ben cinque Grand Slam Champions. Si tratta di Thomas Muster (che ha conquistato il trofeo nel biennio 1992-1993 e nel 1995), Carlos Moya (il più titolato in Croazia con i successi nel 1996, nel triennio 2001-2003 e nel 2007), Stanislas Wawrinka (campione nel 2006), Juan Carlos Ferrero (vincitore nel 2010) e Marin Cilic (trionfatore nel 2012).

La venticinquesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta dunque a Umago.

ATP 250 Umago - 2015

La finale: Dominic Thiem b. Joao Sousa 6-4, 6-1

Prove di dominio sulla terra rossa ai tempi in cui Dominic è ancora un quasi ventiduenne destinato a uno splendido futuro. L'austriaco, in tabellone da testa di serie numero 4, beneficia soprattutto dei due ritiri di Lajovic e Haider-Maurer, poi rimonta un 6-1 di svantaggio al top seed Monfils. Il suo avversario per il titolo, Joao Sousa lascia tre giochi all'esordio alla wild card di casa Androic, elimina la terza forza del seeding, Seppi, con un doppio 6-2, nei quarti di finale annulla un match point a Fognini e in semifinale rimonta un parziale a Bautista Agut. In finale il portoghese resiste sette game: il tempo di subire il break al termine di uno scambio durissimo conclusosi con una volee ricamata di Thiem. Nel secondo set non c'è storia: se Sousa non porta a casa un bagel è solo perché riesce a controbreakkare almeno una volta l'austriaco. Un magro premio di consolazione.

Le curiosità:

1) Il flop Seppi

In tabellone da testa di serie numero 3, Seppi è uno dei nomi da tenere d'occhio, dopo le buone prestazioni ad Halle e a Wimbledon. L'altoatesino, però, paga il passaggio dall'erba alla terra rossa. Gli è fatale l'esordio contro Joao Sousa, con il portoghese che gli lascia appena quattro giochi. Avrà modo di riscattarsi la settimana successiva ad Amburgo.

2) L'exploit di Bastian Trinker

Primo turno di Umago 2015: questa, a oggi, resta l'unica vittoria di Trinker nel circuito maggiore. Dopo aver superato le qualificazioni, l'austriaco si trova di fronte Youzhny e, a sorpresa, gli rimonta un set, regalandosi una sfida di livello contro il top seed Monfils. Il transalpino, però, non commette l'errore di sottovalutare l'avversario. Gli highlights del match? Netto 6-3, 6-0 e appena una palla break concessa.

ATP 250 Umago - 2016

La finale: Fabio Fognini b. Andrej Martin 6-4, 6-1

Un anno e cinque mesi: tanto è durata l'astinenza di Fognini sulla terra rossa. L'italiano, in tabellone da testa di serie numero 4, perde l'unico set del suo torneo nel match di quarti di finale vinto in rimonta contro Dzumhur, con un doppio 6-1 a recuperare lo svantaggio iniziale di 4-6. Il suo avversario per il titolo, Martin ha un cammino ben più accidentato. All'esordio recupera uno svantaggio di 0-4 e annulla un set point nel primo parziale a Stakhovsky, poi ha bisogno di tre set per sconfiggere sia Klizan - al quale deve persino annullare cinque match point - che Joao Sousa nei quarti di finale. All'atto conclusivo del torneo croato Fognini è perfetto, non commettendo neanche un doppio fallo, non concedendo neanche una palla break e perdendo appena dieci punti al servizio. E se il ligure avesse sfruttato le prime tre palle break a sua disposizione nel secondo e nell'ottavo gioco del primo set, il risultato sarebbe stato ancora più schiacciante.

Le curiosità:

1) La delusione Cuevas

In tabellone da top seed, Cuevas arriva a Umago da favorito per il ranking. L'uruguaiano, però, combina la frittata già all'esordio contro il portoghese Elias: avanti di un set, prima si fa riacciuffare, poi spreca un match point nel tiebreak del parziale decisivo. Occasione sprecata di bissare il titolo già conquistato in Croazia nel 2014.

2) Fabbiano e il derby mancato

Dopo il ritiro all'esordio della wild card di casa Skugor, Fabbiano può prepararsi con tranquillità al match di secondo turno contro Dzumhur, sapendo che la vittoria gli regalerebbe il derby contro Fognini nei quarti di finale. Il pugliese, però, portato a casa il primo set per 6-4, cede di schianto nei successivi due parziali, nei quali raccoglie soltanto tre game. Niente match tutto tricolore.

ATP 250 Umago - 2017

La finale: Andrey Rublev b. Paolo Lorenzi 6-4, 6-2

Da lucky loser a campione: a Umago nel 2017 Rublev è protagonista di una favola sportiva che non piace soltanto a Lorenzi, nettamente sconfitto in finale. Il Next Gen russo recupera uno svantaggio di 2-5 nel primo set del secondo turno contro Martin, poi elimina nei quarti di finale il campione uscente Fognini, al quale rimonta un parziale. Dall'altro lato del tabellone, l'italiano perde un set sia contro Vesely nei quarti di finale - con il ceco che spreca con 10 doppi falli un vantaggio di 6-1 - che in semifinale contro il connazionale Giannessi, rimontandogli un break di svantaggio nel parziale decisivo. All'atto conclusivo del torneo croato l'esperienza di Lorenzi nulla può contro l'esuberanza di Rublev. Il russo non dà mai l'impressione di poter perdere la partita e, alla distanza, i lob e le smorzate del suo avversario non lo impensieriscono. Sarà nata una stella?

Le curiosità:

1) Il successo della wild card Dodig

In tabellone grazie a una wild card, il padrone di casa Dodig onora l'occasione concessagli dagli organizzatori: all'esordio supera Copil dopo due combattuti set, poi rimonta un parziale e annulla un match point nel tiebreak del secondo set a Cecchinato e infine sconfigge anche il top seed Goffin nei quarti di finale. A fermare la sua corsa, uno scatenato Rublev che, contenuto l'avversario nel tiebreak del primo parziale, dilaga con un netto 6-1 nel secondo set.

2) Lorenzi-Giannessi, il derby che non ti aspetti

Il derby in semifinale tra Lorenzi e Giannessi è il giusto premio per due che hanno sempre difeso i colori italiani con sacrificio e abnegazione. Non è un caso che il match duri più di due ore e mezza. La spunta il romano, bravo a rimontare un break di svantaggio nel set decisivo. Il ligure, invece, paga qualche doppio fallo di troppo - a fine partita ne metterà a referto ben sei.

ATP 250 Umago - 2018

La finale: Marco Cecchinato b. Guido Pella 6-2, 7-6

Il primo titolo ATP a Budapest, la semifinale al Roland Garros, il trionfo a Umago: Cecchinato non si ferma più. Il palermitano, in tabellone da testa di serie numero 3, fatica all'esordio contro Vesely, al quale deve rimontare un 6-2 di svantaggio, poi, però perde otto game in tutto contro Djere nei quarti di finale e contro Trungelliti in semifinale. Il suo avversario in finale, Pella, invece, soffre sia all'esordio contro Daniel - con il giapponese che gli mette paura con un iniziale 6-1 di vantaggio - che nei quarti di finale contro Bedene, sconfitto anche lui in rimonta, che contro Haase in semifinale. All'atto conclusivo del torneo croato, Cecchinato dimostra freddezza assoluta nei suoi turni di servizio. Soprattutto nel primo e nel quinto game del primo set annulla tre palle break, una delle quali con una combinazione di smorzata ricamata e contropiede di rovescio. Il secondo parziale è più combattuto perché Pella sembra trovare qualche soluzioni ai dropshot e alle volee del suo avversario. Al tiebreak, però, il palermitano riesce nuovamente a imporre il suo gioco.

Le curiosità:

1) Trungelliti, dalle qualificazioni alla semifinale

In tabellone dopo essere passato dalle qualificazioni, a Umago Trungelliti, più avvezzo ai tornei Challenger, centra un'inaspettata semifinale. L'argentino supera all'esordio la wild card di casa Skugor, poi elimina in rimonta Fucsovics e lascia cinque giochi a Dosnkoy nei quarti di finale. A fermare la sua corsa, uno spietato Cecchinato che, a sua volta, gli concede appena tre game. La favola non ha avuto il suo lieto fine.

2) Rublev vs Auger-Aliassime, atto primo

Nel 2018 a Umago va in scena l'atto primo di una rivalità tra giovanissimi destinata a far divertire. Rublev è la testa di serie numero 4 del tabellone e deve difendere il titolo conquistato dodici mesi prima. Auger-Aliassime, invece, è in main draw grazie a una wild card, dopo essere diventato il primo under 18 ad aver vinto tre tornei Challenger prima della maggiore età. Il match è tirato - non per niente dura due ore e mezza. Per due volte il millennial canadese risale da un set e un break di svantaggio, ma nel terzo parziale spreca, a sua volta, un break di vantaggio. E poi, paga i troppi doppi falli - saranno otto a fine partita. Il tempo per crescere non manca a entrambi.

ATP 250 Umago - 2019

La finale: Dusan Lajovic b. Attila Balazs 7-5, 7-5

Non è il Master 1000 di Montecarlo, ma è pur sempre un titolo sulla terra rossa nel circuito maggiore. Lajovic perde l'unico set del suo torneo nei quarti di finale contro Bedene, rimontando dal 5-7 iniziale. Il suo avversario per il titolo, il qualificato Balazs, invece, è protagonista di tre match folli nell'ordine contro la wild card di casa Galovic, contro Krajinovic e contro Travaglia, tra bagel, set point e match point mancati e controbreak piazzati al momento giusto. Poi, però, in semifinale vince agevolmente contro Djere. La finale è altalenante: Lajovic è il primo a perdere il servizio, complice un pessimo rovescio in uscita dal servizio, ma è bravo a risalire da uno svantaggio di 3-5 nel primo set, nonostante i due meravigliosi lob di Balazs nel decimo game. Ed è proprio il terzo lob, questa volta non riuscito, ad aprire la strada del serbo verso la conquista del primo parziale, vinto grazie a una violenta risposta di dritto. Nel secondo set, poi, Lajovic, pur sprecando un break di vantaggio, non ha bisogno di spingersi fino al tiebreak, complice un incauto serve and volley dell'ungherese che manda a match point il serbo, al suo primo acuto nel circuito maggiore.

Le curiosità:

1) Mai così tanti italiani in Croazia

Il derby Travaglia-Fabbiano all'esordio e l'altro mezzo match tra connazionali tra Travaglia e Fognini, con il ligure che si ritira dopo aver perso il primo set. Ma anche Lorenzi e Sinner che superano il primo turno sconfiggendo in rimonta rispettivamente il qualificato Torebko e Pedro Sousa, Cecchinato che crolla all'esordio contro Bedene, racimolando cinque game e Caruso che arriva in semifinale, prima di essere costretto al ritiro contro il futuro vincitore Lajovic. A Umago l'Italia brilla. Che sfortuna, però, che nessuno dei portabandiera abbia portato a casa il trofeo.

2) Coric, il padrone di casa che delude

Tornare a calcare i campi di casa per risollevare un 2019 che è partito con il piede sbagliato. A Umago Coric è la seconda testa di serie del tabellone, ma, a sorpresa, perde all'esordio contro il qualificato italiano Caruso cedendo di schianto con un netto 6-1 nel terzo set. Per la prima finale stagionale dovrà aspettare settembre e l'ATP 250 di San Pietroburgo.

Michela Curcio

[21.7.2020 - 16:29]



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