InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Canada/2

Zverev e Tsitsipas fanno scintille
e Medvedev segue il loro esempio


Continua il viaggio di Inchiostro tra gli amarcord della Roger's Cup. Quali sono le storie da non dimenticare degli ultimi tre anni?

Montreal 2017

La finale: Alexander Zverev b. Roger Federer 6-3, 6-4

Il passato e il futuro che si incrociano in un eterno presente: a vincere il rematch della finale nell'ATP 500 di Halle è Sascha Zverev, bravo ad approfittare degli acciacchi alla schiena di Roger Federer. Il tedesco rischia seriamente l'eliminazione all'esordio, quando annulla tre match point a Gasquet, di cui uno al termine di uno scambio spettacolare da 49 colpi. Poi, però, non perde neanche un set contro Kyrgios, Anderson e la sorpresa Shapovalov. L'elvetico, invece, seppure non al meglio, soffre soltanto quando deve rimontare un parziale a Ferrer nel terzo turno. Lo showdown tra il re e l'aspirante erede, in realtà, non diverte. Federer è poco mobile e Zverev, al netto delle tre palle break concesse nel secondo game del secondo set, è sempre lucido al servizio. Al contrario, la cerimonia di premiazione è molto emozionante. «Un giorno mi racconterai cosa si prova a vincere a Montreal», scherza Roger con il suo giovane avversario. «Mi dispiace che tu non ci sia riuscito quest'anno, ma avrai altre occasioni in futuro», risponde quasi imbarazzato Sascha davanti al suo idolo. La foto di rito è tutta sorrisi, come dovrebbe essere alla fine di ogni torneo.

La storia di copertina: L'exploit di Shapovalov

Diciassette anni, esplosivo rovescio a una mano, lunghi capelli biondi, grinta e incoscienza: questo è il biglietto da visita della wild card Denis Shapovalov, diventato una superstar al termine della settimana canadese. La vittoria al secondo turno contro Del Potro è l'antipasto, l'upset ai danni di Nadal è l'apoteosi. Rimontando un set e non risparmiandosi mai, il Next Gen di casa piega quel Rafa che aveva accompagnato in campo da raccattapalle dieci anni prima. L'inerzia a favore lo spinge anche a superare l'ostacolo Mannarino nei quarti di finale. Poi, però, la favola si infrange sul killer instinct di un altro ragazzo terribile: il futuro vincitore Sascha Zverev.

La delusione: 2T - Diego Schwartzman b. Dominic Thiem 6-4, 6-7, 7-5

In un'edizione della Roger's Cup che non vede particolari upset - per esempio Isner perde all'esordio, ma da Del Potro - a deludere più di tutti è la testa di serie numero 3, Thiem. Al secondo turno l'austriaco si trova di fronte l'amico Schwartzman, reduce da una battaglia di tre set contro Opelka, ma combina una frittata clamorosa, sprecando un break di vantaggio nel terzo set e quattro match point spalmati in tre game diversi, dall'ottavo al decimo. Un peccato di cinismo.

I match che val la pena rivedere:

2T - Gael Monfils b. Kei Nishikori 6-7, 7-5, 7-6. Per secondo turno di lusso si intende il match tra Monfils, tra i più completi atleticamente nel circuito, e Nishikori, ribattitore di indubbia qualità. Il pubblico ringrazia, il giapponese un po' meno, perché spreca nell'ordine tre set point nel primo set, due break di vantaggio nel secondo, un altro nel terzo e, per finire, quattro match point - di cui due sul servizio - nel tiebreak decisivo. Catastrofe.

3T - Roberto Bautista Agut b. Gael Monfils 4-6, 7-6, 7-6. Se nel secondo turno Monfils si era salvato, nel match successivo il karma va a chiedergli il conto. Il transalpino, in vantaggio di un set e di un break, commette soprattutto sette doppi falli - sette come quelli di Nishikori nella partita precedente. E poi, tra uno scambio massacrante, una volee ricamata e un passante intelligente, c'è il rimpianto per quell'unico match point non sfruttato nel dodicesimo gioco del parziale decisivo.

Toronto 2018

La finale: Rafa Nadal b. Stefanos Tsitsipas 6-2, 7-6

Nel torneo che consacra Tsitsipas tra gli astri nascenti del tennis post-moderno, comunque la Roger's Cup finisce nelle mani dell'eterno Nadal. Il greco arriva in Canada da outsider e mette in fila tutti. Nell'ordine: al secondo turno supera in due set la testa di serie numero 7 Thiem; al terzo turno, mostrando tutte le sue qualità a rete, prevale su un Djokovic ancora con la pancia piena dopo la vittoria a Wimbledon; nei quarti di finale annulla due match point al defending champion Sascha Zverev; infine rimonta un set e salva un match point contro il finalista uscente agli US Open Anderson. Non che il maiorchino, comunque, abbia un cammino meno complicato sulla carta. All'esordio disinnesca la creatività di Paire nonostante un secondo set ricco di break e controbreak. Poi si dà battaglia per più due ore a testa contro i due campioni Slam Wawrinka e Cilic e in semifinale piega la resistenza del Next Gen russo Khachanov. In finale a Tsitsipas manca l'esplosività messa in mostra fino a quel momento. Nel primo set Nadal manda il greco a scuola di passanti di dritto. Nel secondo parziale Stefanos si tiene a galla con l'orgoglio e per non replicare la figuraccia nell'ATP 500 di Barcellona. Tanto che si procura un set point nel dodicesimo gioco. Peccato che sia il destino a negargli la soddisfazione: il nastro dà ragione a Rafa e lo porta al tiebreak, anticamera della sconfitta.

La storia di copertina: Tsitsipas-Zverev, se la rivalità non è politically correct

Due galli in un pollaio sono troppi, figuriamoci due ragazzi terribili su un campo da tennis. A Washington Tsitsipas non aveva impensierito Zverev, ma a Toronto il greco è on fire. Se nel primo set Stefanos non sembra ancora aver compreso in pieno come scardinare il "codice Sascha" e se anche nel secondo parziale il tedesco sale addirittura sul 5-2, dal nono game la partita cambia completamente volto. Prima Zverev ciabatta fuori una chiusura di dritto sulla palla del controbreak, poi spreca due match point in un tiebreak da 24 punti, infine dilapida anche un break nel set decisivo. Ma non finisce qui: di fronte ai giornalisti, il tedesco se ne esce così: «Voglio essere brutalmente onesto con voi: questo match è stato patetico e non penso che (Tsitsipas) abbia giocato così bene». Poi, arrabbiatissimo, lascia la sala stampa. È nata una rivalità trash.

La delusione: 1T - Daniil Medvedev b. Jack Sock 6-3, 3-6, 6-3

Dopo un finale di 2017 da favola, Sock non sa più vincere. Ad approfittare dei suoi problemi, quel Medvedev che lo aveva già sconfitto nell'ATP 500 del Queen's a giugno. Superato l'ostacolo delle qualificazioni, per il russo, ordinato e geometrico in campo, non c'è niente di meglio che trovarsi di fronte un avversario che, pur se in tabellone da testa di serie numero 13, non si ricorda più qual è il suo piano di gioco. Il secondo set riflette la pausa per pioggia che interrompe temporaneamente la marcia del moscovita. Il parziale decisivo, infatti, lo vede ritrovare il controllo sui suoi nervi, annullando tre palle break nel primo gioco e quattro nel settimo.

I match che val la pena rivedere:

2T - Daniil Medvedev b. Felix Auger-Aliassime 3-6, 6-4, 7-6. La geometria poco ortodossa contro la geometria del fenomeno: Medvedev, proveniente dalle qualificazioni, e Auger-Aliassime, in tabellone con una wild card, sono simili, ma diversi. Il canadese, infatti, è esploso (ed esploderà) prima del metodico russo. A vincere il loro primo (e fino a ora) ultimo match, però, è il moscovita, bravo a rimontare un set prima e un break di svantaggio poi. E anche nel combattuto tiebreak decisivo a FAA manca l'esperienza per procurarsi almeno un match point.

1T - Stanislas Wawrinka b. Nick Kyrgios 1-6, 7-5, 7-5. Tre anni dopo i gossip spiccioli, Kyrgios e Wawrinka si trovano l'uno contro l'altro a Toronto già al primo turno, complice un ranking che non sorride all'elvetico - addirittura in tabellone con una wild card. Nel primo set Stan the Man sembra non aver recuperato dai suoi problemi fisici: l'australiano inizia a bombardarlo di ace e lui non tiene il passo. Nei successivi due parziali, però, emerge il piglio del tre volte campione Slam: cinismo sulle palle break e pronostici ribaltati.

Montreal 2019

La finale: Rafa Nadal b. Daniil Medvedev 6-3, 6-0

Altro che re della terra rossa, Nadal è a suo agio anche sul cemento. Tanto da difendere il titolo vinto in Canada dodici mesi prima e da conquistare il trentacinquesimo Master 1000 in carriera, il decimo di questa categoria sulla superficie. Al netto del rodaggio contro Evans all'esordio, il maiorchino soffre soltanto nei quarti di finale contro Fognini, che sul cemento lo aveva già sgambettato recuperando due set di svantaggio agli US Open nel 2015. Con la rimonta canadese, perciò, Rafa vendica la sconfitta in semifinale nel Master 1000 di Montecarlo ad aprile. Non solo: con il ritiro di Monfils prima della semifinale ha tempo per rimontare in vista della finale contro Medvedev. Proprio il russo sembra più che mai pronto a contendergli la Roger's Cup. Rifila un bagel a Edmund nel secondo set del loro match di esordio, supera con un doppio 6-3 Garin e lascia quattro giochi a Thiem nei quarti di finale. Soltanto il connazionale Khachanov gli dà qualche grattacapo in semifinale nel tiebreak del secondo parziale. Nonostante le premesse, all'atto conclusivo del torneo canadese lo spettacolo latita. Procuratasi una palla break - non sfruttata - in apertura e guadagnatosi gli applausi del pubblico con un lob ricamato, Medvedev sparisce dal campo, travolto dalla stanchezza e forse da un po' di emozione. Nadal, al contrario, è un cannibale. La rivincita è già in programma quasi un mese dopo agli US Open. Nel frattempo, il russo si porta a casa il titolo nel Master 1000 di Cincinnati.

La storia di copertina: Felix Auger-Aliassime sulle orme di Shapovalov

Due anni dopo, sempre a Montreal, sempre una wild card di casa under 20: Felix Auger-Aliassime ha intenzione di emulare l'amico del cuore Shapovalov. L'esordio contro un acciaccato Pospisil lo vede prevalere dopo tre set, mentre contro l'altro connazionale Raonic, FAA può beneficiare del ritiro del suo avversario. Per il millennial canadese la battaglia di tre ore contro Khachanov è la prova del nove: nel primo parziale Auger-Aliassime annulla due set point - di cui uno al servizio - al russo. Nel secondo set, invece, per due volte spreca un break di vantaggio, prima di crollare nel rendimento in risposta nel parziale decisivo. Compleanno rovinato, ma neanche poi troppo.

La delusione: 2T - Hubert Hurkacz b. Stefanos Tsitsipas 6-4, 3-6, 6-3

Scorie da Roland Garros ancora nella mente, fiducia nei propri mezzi cercasi: dopo l'eliminazione al primo turno di Wimbledon, Tsitsipas, finalista uscente in Canada, delude ancora contro il coetaneo Hurkacz, avversario tanto solido quanto sottovalutato. Protagonista di una partita altalenante, il greco ha troppa fretta nei momenti cruciali del match: nel dritto sparato fuori con cui regala il break al polacco e con il rovescio fuori tempo con cui gli regala il primo set. E ancora: nel dritto in chiusura clamorosamente sbagliato sulla palla break all'inizio del terzo parziale e nell'avventata discesa a rete con cui, di fatto, termina la sua avventura a Montreal.

I match che val la pena rivedere:

2T - Dominic Thiem b. Denis Shapovalov 6-4, 3-6, 6-3. Rovescio a una mano, che passione. Se Thiem ha la responsabilità di onorare il ruolo di seconda testa di serie del seeding, a Montreal Shapovalov vuole tenere vivo il ricordo della sua cavalcata nel 2017, in un anno ancora avaro di soddisfazioni per lui. Tre set, quasi due ore e poche palle break per parte dopo, a vincere è l'austriaco che si dimostra più esperto e costante: qualità fondamentali in un Master 1000.

1T - Stanislas Wawrinka b. Grigor Dimitrov 6-4, 6-4. Dimitrov-Wawrinka, atto decimo, il quarto negli ultimi dodici mesi, il terzo al primo turno, complice un ranking compromesso da infortuni (per lo svizzero) e da crisi di risultati (per il bulgaro). A prevalere è Stan, i cui rovesci a una mano sono più efficaci di quelli di Grigor, forse troppo teneri in contenimento. La striscia positiva dell'elvetico si allunga a quattro vittorie di fila.

Michela Curcio

[4.8.2020 - 16:50]



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