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Sui quotidiani

Destra sotto osservazione


"Le sfide del prossimo futuro hanno bisogno di una destra moderna, francamente liberista e democratica, pronta a confrontarsi con l'economia di mercato e l'ipotesi dell'alternanza", scrive Ernesto Galli della Loggia sul Corriere. "Ammantare la propaganda politica con frasi come 'prima gli italiani' per poi essere alleati a Bruxelles di un partito tedesco tenacemente contrario alla solidarietà europea e al Recovery Found, è una contraddizione che prima o poi presenterà il conto", sottolinea Ezio Mauro su Repubblica.

Due editoriali pubblicati nello stesso giorno, sui due quotidiani più diffusi, e sullo stesso tema, provano a disegnare le prospettive della destra italiana. Forse è più di una coincidenza. È la conferma di un dato evidente: la politica è in movimento e c'è bisogno di coglierne la direzione. Un'attenzione non sfuggita a Giorgia Meloni che non a caso ha già risposto alle osservazioni di Galli della Loggia accogliendone il senso e anzi vantandosi di avere già posto il suo partito, FdI, sulla strada indicata.

Il crescente consenso di Lega e FdI induce i commentatori a sottolineare il rischio che queste forze politiche cadano nel buco nero del populismo di corto respiro. Per Galli della Loggia patriottismo non significa anti europeismo, bensì matura e ragionata difesa degli interessi economici e strategici della nazione senza metterne in discussione gli equilibri internazionali.

Per Mauro non basta interpretare il malessere della popolazione duramente provata dall'epidemia: in termini elettorali può rivelarsi una strategia vincente nel breve periodo, ma miope e perdente per due partiti che vogliono accreditarsi come forza di governo.

Galli della Loggia, in particolare, richiamando l'esperienza gravida di errori del M5S, ritiene possibile una maturazione in senso positivo di FdI: un'istituzionalizzazione di questo movimento, che lo induca a rinunciare all'opposizione a oltranza in favore delle ricette economiche e governative più conservatrici e modernamente liberiste.

Ciò determinerebbe, evidentemente, l'abbandono della retorica antifascista e la maturazione definitiva della politica italiana in un contesto di reciproco riconoscimento tra destra e sinistra che abiuri per sempre gli spettri di una storia spesso citata a sproposito.

Lo spazio politico per un simile progetto da destra ci sarebbe, secondo il politologo del Corriere della Sera. Mentre l'ex direttore di Repubblica preferisce richiamare il leader della Lega alle sue responsabilità di partner di un Governo di unità nazionale.

Stefano Ciccarelli

[30.3.2021 - 13:53]



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