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In Egitto

Dagli scavi emerge
la "città dell'oro"


Una Pompei egiziana a Luxor, sulla riva destra del Nilo, a 500 km dal Cairo. La "città dell'oro" è emersa imprevedibilmente durante gli scavi iniziati nel settembre 2020 che avrebbero dovuto portare alla luce il leggendario tempio funerario di Tutankhamon. Il sito, mai rinvenuto prima, era già noto agli studiosi come "l'ascesa di Aton".

Il ministero del Turismo e delle Antichità egiziane l'ha presentata su Facebook come la "più grande città antica d'Egitto", governata dal re Amenofi e fulcro dell'impero fino al regno di Tutankhamon.

Responsabile dell'impresa Zahi Hawass, l'Indiana Jones dei faraoni, ex segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie.

"Il ritrovamento di questa città perduta è la seconda scoperta archeologica più importante dopo quella della tomba di Tutankhamon", afferma la docente americana Betsy Bryan. L'esperta di egittologia individua in questa impresa la possibile risoluzione di un mistero: il trasferimento ad Amarna del faraone Akhenaton con la sua sposa, la regina Nefertiti.

La città è emersa in buono stato di conservazione. "Rinvenuti edifici che hanno intere pareti ancora in piedi e stanze piene di strumenti e oggetti della vita quotidiana" dichiarano gli studiosi che lavorano nel sito archeologico.

L'assetto cittadino è chiaro e prevede, forse per questioni di sicurezza, un unico ingresso che poteva essere presieduto da guardie. Attualmente sono stati portati alla luce tre palazzi reali e il centro manifatturiero ed amministrativo dell'impero.

Nella parte meridionale della città è imponente la zona di cottura e preparazione dei cibi, in cui è presente anche un panificio completo di forni e deposito di stoviglie. "Dalle sue dimensioni possiamo affermare che la cucina preparava il cibo per un numero elevatissimo di operai e impiegati" sostiene Hawass.

Un'altra zona indispensabile per comprendere le abitudini degli antichi egizi è il laboratorio per la fabbricazione dei mattoni, utili per la costruzione di templi ed edifici. I mattoni ritrovati hanno ancora le incisioni con il cartiglio del re che ne confermano la datazione. Rinvenuti, inoltre, al suo interno degli stampi a colata per la produzione di amuleti ed elementi decorativi utilizzati per adornare le tombe e i templi.

Infine sono state scoperte sepolture di mucche, tori e resti umani in posizioni insolite che lasciano gli archeologi con un enorme interrogativo circa i motivi della sepoltura e dell'abbandono di questa enorme città. Possibile che la causa sia stata una catastrofe naturale, proprio come accadde a Pompei?

Cristina Somma

[13.4.2021 - 18:47]



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