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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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IL MASTER GERENZA CONTATTI

Tra cliché e realtà

I tavolini abusivi e
l'arte dell'arrangiarsi


Una foto che ritrae dei paletti anti-sosta trasformati in tavolini di un bar sul marciapiede di una stradina nel centro di Napoli. Un'immagine banale, postata da un ingenuo barista su Facebook, che però diventa virale prima sui social e poi sui giornali nazionali.

In poche ore la rete e la stampa si scatenano. Un tripudio di cliché su Napoli, sulla genialità napoletana, sull'arte partenopea dell'arrangiarsi ha trasformato quei tavolini in un simbolo della resistenza al Covid, dell'Italia che riapre e prova a ripartire.

L'entusiasmo è durato fino a quando qualche attento osservatore ha fatto notare sui social che quei tavolini erano abusivi e non avevano nulla a che vedere con il Covid o con le riaperture. Erano lì da prima ancora che il virus fosse anche solo individuato a Wuhan. Nell'estate 2019, come si può vedere su Google Street View, lo stesso bar aveva addirittura invaso il marciapiede con sedie, tavoli e fioriere. In più basterebbe girare l'angolo, o allungarsi in uno qualsiasi dei quartieri napoletani per capire che quei paletti trasformati in tavoli non sono neanche una peculiarità di quel bar ma un abuso diffuso un po' ovunque in città.

A Napoli, infatti, l'occupazione abusiva di suolo pubblico è una vera e propria piaga. Ci sono intere zone nelle quali si registra un'evasione totale della Cosap (il canone di occupazione suoli e spazi pubblici), e anche lì dove si paga, gli importi sono irrisori. Il Comune di Napoli rispetto a quello di Torino, ad esempio, incassa solo un settimo dell'imposta anche se il suolo occupato nella città partenopea è molto più esteso rispetto al capoluogo piemontese.

È bastato poco per trasformare il barista da eroe a delinquente e quei paletti da simbolo nazionale di resistenza a solita illegalità napoletana. Dopo 24 ore di sovraesposizione mediatica, il barista ha deciso di smontare i tavolini pubblicando su Facebook una nuova foto dei paletti ripuliti e la scritta "Tranquilli ho liberato Tutto".

I paletti-tavolino sono un esempio di come i cliché incastrano Napoli in una rappresentazione falsa. Una narrazione che dovrebbe essere smontata da chi fa informazione. D'altronde basterebbe camminare per le strade che si pretende di raccontare per evitare di adagiarsi su comode immagini preconfezionate fatte di luoghi comuni troppo banali per una città complessa come Napoli.

Claudio Mazzone

[27.4.2021 - 21:42]



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