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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

"Donnexstrada"

Un progetto per aiutare
chi chiede sicurezza


"Riceviamo dalle 10 alle 12 richieste di dirette al giorno su Instagram", racconta Beatrice Antonelli del team 'Donnexstrada'. Una pagina Instagram che mira alla tutela delle donne che, camminando per strada, si sentono minacciate o in pericolo. La richiesta è così alta che la pagina, in poco tempo, ha raggiunto più di 60mila follower. L'idea è nata a marzo da una psicologa clinica romana di 26 anni, Laura de Dilectis, che, a seguito dell'omicidio di Sarah Everard, ha pensato fosse necessario creare un progetto a tutela delle donne. "È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso", racconta Beatrice "perché Sarah era una trentatrenne londinese, rapita ed uccisa in uno dei quartieri più luminosi e popolati di Londra. Non si è esposta ad alcun pericolo e ha rispettato tutte le indicazioni che vengono date per essere più al sicuro possibile, eppure non è bastato".

Il nome del progetto, infatti, deriva proprio dalla dinamica dell'iniziativa, utile "per la sicurezza delle donne che camminano per strada". È un'alternativa alla chiamata con un genitore o con un'amica, "che magari in quel momento è impegnata, dorme o ha il cellulare staccato o scarico" rivela Beatrice e racconta come una donna abbia richiesto la diretta proprio perché il fidanzato non era reperibile nel momento del bisogno. Però non sempre le chiamate sono degli 'SOS', anzi spesso le dirette vengono programmate già dalla mattina. Il team inserisce un 'box domande' come storia di Instagram e lì riceve le indicazioni delle richieste dalle singole persone, con le fasce orarie. Le donne che si rivolgono alla pagina per ricevere aiuto vengono poi contattate in privato dal team e concordano, con loro, la diretta. Tutte le richieste rispettano le norme sulla privacy, a tutela del singolo individuo. Quindi, se la richiedente non vuole esporsi, la diretta può essere privata piuttosto che pubblica. Quelle che ottengono il consenso vengono poi pubblicate sulla pagina Instagram "Donnexstrada". La live inizia all'orario concordato o, qualora dovesse esserci un 'SOS', nell'immediato.

Lo scopo è quello di tenere compagnia alle donne intimorite durante passeggiate notturne o diurne in quartieri solitari e non. Semmai dovesse manifestarsi un tentativo di aggressione, il team di Donnexstrada non tarderebbe a contattare le forze dell'ordine. Fino ad ora non si è manifestato nessun reale pericolo, "sono rientrate tutte" afferma Beatrice. Questa però non è l'unica iniziativa della pagina. Il numero elevato di richieste ha scaturito, nelle gestrici del progetto, un'enorme voglia di contribuire, con solidarietà, a una rieducazione sociale a favore della parità di genere. Sono già attivi infatti: il supporto psicologico a prezzi moderati e la raccolta di testimonianze di catcalling, violenze di genere o pericolo in strada. Inoltre sono in via di sviluppo delle nuove idee, tra cui i punti viola e il taxi sospeso. I punti viola sarebbero dei punti di riferimento strategici a cui rivolgersi in caso di pericolo, all'interno della movida, e possono essere bar, ristoranti o attività commerciali riconoscibili grazie ad un punto viola. Il taxi sospeso invece è un'iniziativa che andrebbe concordata con i taxi, affinché possano alleggerire le spese e renderle più accessibili, soprattutto di notte, a ragazze giovani e potenzialmente a rischio. Il tutto parte da un animo e un fervore femminista mirato a distruggere il patriarcato, tanto da identificare la lotta e racchiuderla in una sola parola reinterpretata: empowerment. Questo termine indica, in principio, un processo di crescita dell'individuo basato sull'autostima e l'autodeterminazione che porta ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale fino a poter ribaltare la propria condizione sociale. Le ideatrici di questo progetto applicano questa filosofia allo status della donna che, fino al 1956, doveva sottostare alle regole del padre di famiglia, dell'uomo di casa. Beatrice infatti conclude dicendo che ai tempi "era riconosciuta la possibilità di compiere violenza come fosse un atto di correzione ed educazione nei confronti della donna e noi ci portiamo l'eco di questa tradizione. Con questo progetto vogliamo creare una condizione di dialogo, per far comprendere quale sia la situazione e trarre strategie e risorse da questo".

Cristina Somma

[29.4.2021 - 13:07]



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