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Era il 13 maggio

Quaranta anni fa l'attentato a Wojtyla


"Una mano ha sparato, un'altra mano ha deviato la pallottola" dove una mano è del terrorista killer, l'altra è della Madonna, disse Karol Wojtyla. Era il 13 maggio 1981, proprio il giorno della celebrazione della Madonna di Fatima quando Papa Giovanni Paolo secondo subisce un attentato. E' una scena tremenda che fa il giro del mondo: il Papa che si accascia sulla 'papamobile' mentre passa in mezzo ai fedeli in piazza San Pietro. Si salva dopo una difficile operazione durata 5 ore e mezza al Policlinico Gemelli di Roma. I due colpi di pistola erano partiti dalla folla, da un uomo identificato subito, il turco Mehmet Ali Agca. Viene trovata la pistola di cui si è servito: una Browning. Il killer fa parte di una organizzazione terroristica turca chiamata Lupi grigi che ha base in Bulgaria. Viene arrestato immediatamente e condannato all'ergastolo, ma ancora oggi, a 40 anni di distanza, le motivazioni non sono chiare.

Due anni dopo, nel dicembre del 1983, il Papa volle recarsi nel carcere romano di Rebibbia per fare visita al turco e perdonarlo. Quest'anno è il quarantesimo anniversario, tanti gli speciali Tv dedicati a Papa Giovanni Paolo secondo, il Papa dei giovani e della famiglia, il primo pontefice straniero dopo 455 anni, il primo a viaggiare in tutto il mondo e a lanciare un'invettiva contro la criminalità organizzata. Muore nel 2005. Viene proclamato Santo da Papa Francesco nel 2014. La sua maglia bianca indossata quel giorno di 40 anni fa, insanguinata e bucata dai fori dei proiettili, si trova come reliquia in una teca nella Cappella dell'istituto delle Figlie della Carità a Boccea. Il proiettile, che gli aveva perforato il torace, è stato incastonato nella corona della statua della Madonna di Fatima, celebrata appunto il 13 maggio, lì dove è stato portato da lui stesso durante la sua prima visita al santuario di Fatima.

Letizia Bambagini

[12.5.2021 - 07:49]



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