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Premio Strega

I finalisti: cinque opere
cinque consigli di lettura


Ieri sera, al Teatro Romano di Benevento, è stata annunciata la cinquina dei finalisti del Premio Strega, Edizione numero 75. Cinque opere di narrativa. Cinque consigli di lettura. Cinque colori di Letteratura che si sono dati appuntamento all'8 luglio, a Roma, per la proclamazione del vincitore.

• Emanuele Trevi. Due vite. Neri Pozza.

Pia Pera e Rocco Carbone erano due nomi. Una coppia. Due amici scomparsi troppo presto. Due scrittori che condividevano la passione, il male e il bene, il tormento e la felicità che reca con sé.

Due esistenze non comuni che rivivono grazie alla penna di un Autore che con rara sensibilità ne cesella il ritratto in pagine struggenti.

• Edith Bruck. Il pane perduto. La Nave di Teseo.

La memoria delle ingiustizie subìte, l'insensatezza della guerra, l'esclusione e l'incomprensione. Fino all'approdo in un Paese dalla lingua sconosciuta. Per rinascere alla vita e all'amore dalle ceneri della disperazione. La Scrittrice di origini ungheresi, naturalizzata italiana, dona la sua testimonianza di ragazza, donna, figlia del secolo breve che

conobbe l'orrore dell'Olocausto e della Shoah. Una figura straordinaria che emerge dal dolore e trova la forza

d'indicare una strada alle nuove generazioni, mettendole in guardia dalla banalità del male, dalle semplificazioni che spalancano le fauci della crudeltà.

• Donatella Di Pietrantonio. Borgo Sud. Einaudi.

Un'autobiografia, ancora. Due sorelle. Un amore che si nasconde e si confonde per anni, fino a sfolgorare in una notte di viaggio e ritorno, seguendo orme sbiadite e scarpe consumate. Trovarsi e ritrovarsi, nonostante tutto, per la

protagonista significa smettere di fuggire. E guardare negli occhi l'altra parte di sé, per la prima volta.

• Giulia Caminito. L'acqua del lago non è mai dolce. Bompiani.

Come fissare su una pagina ferma la precarietà che non lascia in pace Gaia e sua madre? L'aggressività della società che le spinge di paese in paese, di solitudine in solitudine e di storia in storia? Raccontando, certo. E leggendo questo romanzo che è uno specchio del tempo che, con Gaia e sua madre, attraversiamo anche noi.

• Andrea Bajani. Il libro delle case. Feltrinelli.

Gli oggetti toccati e smarriti. I ricordi custoditi o perduti. Pavimenti consumati da passi lenti o affrettati. I letti che sono stati condivisi e quelli che non abbiamo mai avuto il coraggio di chiudere. Porte aperte alla gioventù e richiuse alle spalle della maturità. Un libro. Un contenitore di storie, di scatole. Di case vere e immaginarie. La biografia di un uomo che in molti avremmo voluto scrivere.

Stefano Ciccarelli

[11.6.2021 - 21:24]



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