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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Lady D

Tanti i ricordi
per il 60esimo compleanno


Ha sempre mantenuto una disarmante innocenza, nonostante la sua vita difficile nel palazzo reale inglese. Carnagione chiara e lucente come il tramonto estivo, occhi zaffiro. Era la principessa buona, la principessa della gente. Incarnava la dolcezza e le persone di tutto il mondo la ammiravano. Lady Diana avrebbe compiuto 60 anni, il 1 luglio prossimo. Principessa del Galles dal 1981 al 1996, perché consorte di Carlo, l'erede al trono inglese. Madre di William e Henry. Impegnata in cause umanitarie e amica di Madre Teresa. Vicina ai malati a cui tendeva un sorriso. Impegnata nei lavori di bonifica dei campi minati in Angola. Rompe gli schemi, osando dove nessuno si era mai avventurato. Nel 1987 stringe la mano a un malato di aids e inaugura il primo ospedale nel Regno Unito dedicato appunto ai malati di Aids. Negli eventi mondani icona di stile senza tempo. Qualunque abito indossasse, dai pois, ai tailleur, ai motivi gingham. Ogni capo andava sold out poche ore dopo. Ma nessuno lo indossava come lei. Per lei era naturale possedere la raffinatezza e l'eleganza.

Ma la vita della principessa fatta anche da viaggi di piacere, feste con persone altolocate e personaggi dello spettacolo, abiti da sera con coroncine di diamanti, non si rivela una favola, impaurita da un matrimonio minacciato dalla presenza di Camilla. Derisa dalla famiglia reale, ha cercato di riscattarsi con un'intervista alla BBC nel 1995 e un libro Diana: a portrait in her own words , raccontando il dietro le quinte. Fragile, arrivata a soffrire di bulimia, ma con la volontà ferrea di aiutare il prossimo. Chiacchierata, fotografata, era la punta di diamante dei media che la seguivano con insistenza ovunque, non lasciandole mai privacy. La sua morte avviene nelle prime ore della notte del 31 agosto 1997, quando aveva 36 anni, mentre, nella galleria dell'Alma dove l'auto andò a sbattere contro il tredicesimo pilastro. Le inchieste aperte hanno concluso che la causa scatenante lo schianto mortale sia stato l'uso di alcolici e psicofarmaci dell'autista. Si ferma un mondo. Quanto amore per questa ragazza acqua e sapone, per questa donna che ha donato tanto agli altri. il Daily Mail ha ricostruito gli ultimi istanti della sua vita attraverso le testimonianze dei primi soccorritori. E le ha pubblicate in vista del suo compleanno. Il capo del vigili del fuoco dice: "Sono stato con lei dentro l'auto, le ho tenuto la mano in attesa che l'ambulanza arrivasse. Ricordo che lei mi ha detto: O mio Dio cosa è successo" e ho provato a calmarla. A prima vista presentava soltanto un problema alla spalla, e nessun'altra evidente lesione esterna". "Era bellissima, sul viso non aveva ferite" ha rivelato il medico fuori servizio che stava guidando in direzione opposta e si era fermato ad aiutare. "Era viva, sul sedile posteriore, respirava autonomamente e il polso era buono". "A candle in the wind" (una candela nel vento) come le ha omaggiato l'amico Elton John.

Letizia Bambagini

[29.6.2021 - 13:10]



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