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La Rassegna

Il teatro riparte da Pompei


Tra le rovine della città perduta emerge lo spirito della rassegna "Pompei Theatrum Mundi". Nello spettacolo Cassandra Resurrexit, in scena dal 24 al 26 Giugno, Sonia Bergamasco ha ammaliato il pubblico nelle vesti della celebre sacerdotessa che rifiutò di spogliarsi di fronte alla divinità Apollo. Condannata da quest'ultimo a non essere creduta, fu resa schiava da Agamennone, accusata di concubinato e uccisa da Clitennestra per gelosia. Lo spettacolo diretto da Jan Fabre e scritto da Ruggero Cappuccio mette in risalto la figura della donna ribelle, libera, pura.

Le voci del teatro grande di Pompei si avvicenderanno, nuovamente, sulle scalinate in marmo con lo spettacolo "Il Purgatorio. La notte lava la mente" (da stasera al 3 luglio). Scritto dal poeta Mario Luzi e diretto da Federico Tiezzi, è stato riproposto in occasione del settimo centenario dantesco. L'opera raffigura la strada per la salvezza attraverso l'amicizia, l'arte e la speranza che, nel purgatorio della Divina Commedia, si riflettono appieno.

Dall' 8 al 10 Luglio grande attesa per lo spettacolo "Il Pupo di Zucchero". Emma Dante, che firma testo e regia, racconta della solitudine di un anziano che, nella notte tra 1 e 2 Novembre sceglie di invitare a cena i propri defunti. In questi giorni, secondo antiche tradizioni meridionali, si consumano dolci che rievocano ricordi. Cibarsi di pietanze antropomorfe sarà come ricongiungersi con i propri cari secondo uno specifico rituale antropologico.

Dal 15 al 17 Luglio "Quinta stagione" di Franco Marcoaldi porta la poesia in teatro. La voce di Marco Baliani e la musica di Mimmo Paladino si intrecceranno ad un tempo in un "monologo drammatico", così come lo intende il poeta, scrittore e autore dell'opera.

Infine lo spettacolo concepito nel 1903 dallo scrittore russo Cechov, La Cerisaie. Il giardino dei ciliegi, chiuderà la rassegna teatrale. Isabelle Huppert, attrice di fama internazionale, si esibirà nel sito storico di Pompei e nello stesso teatro reso celebre al mondo dall'esibizione Live at Pompei 1971 dei Pink Floyd.

"Ho sempre pensato - scrive il regista Tiago Rodrigues - che il Giardino dei ciliegi trattasse della fine. Oggi posso affermare che è una commedia che tratta della forza inesorabile del cambiamento".

Roberto Andò, direttore del teatro Nazionale di Napoli, dichiara: "Mai come adesso il teatro è il luogo cui è delegata la possibilità di raccontare le mutazioni di cui non siamo ancora consapevoli".

Il teatro grande di Pompei avrà il compito, ora più che mai, di sciogliere la tensione causata dai lunghi periodi in isolamento e di riappropriarsi di uno spazio simbolico, funzionale, rappresentativo, ma soprattutto all'aperto. Una vera e propria rinascita, che avrà il pubblico come protagonista con cinque spettacoli e prime nazionali.

Carmelo Vinci

[1.7.2021 - 16:08]



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