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La scheda

Ugo Niutta, l'aviatore coraggioso
a cui è intitolato l'aeroporto di Napoli


"Sostenne con indomito ardire la lotta". Così recita l'epigrafe incisa sul monumento realizzato nel 1959 e dedicato a Ugo Niutta, aviatore partenopeo a cui è intitolato l'Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino.

Nato a Napoli nel 1880, Niutta era figlio della marchesa Elisa Positano di Marescotti e nipote del senatore Vincenzo Niutta, che fu ministro nel primo esecutivo del Regno d'Italia. Aspirava a diventare ingegnere navale, ma il destino aveva per lui altri piani. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, infatti, Ugo Niutta venne mobilitato nel comparto militare dell'aviazione. Il 25 marzo 1916 fu assegnato all'11a Squadriglia di ricognizione e combattimento e venne stanziato nel Campo di aviazione di Comina, località nei pressi di Pordenone. La sua esperienza nella guerra, però, fu breve. Perse la vita infatti pochi mesi dopo, lo stesso anno.

Il 3 luglio, durante un volo di ricognizione sui cieli del trentino, si trovò coinvolto in uno scontro con due aerei austriaci. Niutta affrontò con tenacia e coraggio il combattimento impari, riuscendo a colpire uno dei due velivoli nemici e a costringerlo alla resa. Nella lotta però venne ucciso il suo compagno d'armi Cesare Franceschini. L'ufficiale napoletano provò allora a mettersi in salvo invertendo la rotta, nel tentativo di tornare in territorio amico e ottenere supporto dai suoi commilitoni. Decise anche di volare a bassa quota, per evitare di imbattersi nuovamente negli aerei nemici. Tuttavia, la sua manovra si rivelò un fallimento. Venne infatti intercettato dall'artiglieria nemica di terra e il suo aereo venne colpito. Niutta morì in seguito allo schianto del suo velivolo contro delle rocce nei pressi di Borgo Valsugana, in provincia di Trento.

Per onorare le sue gesta, il 19 aprile 1917 il Sottotenente napoletano fu insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria e quattro anni dopo, nel 1921, gli fu intitolato l'aeroporto partenopeo. Il ricordo della sua "indomita fierezza", come recita l'epigrafe incisa sul monumento a lui dedicato, continua anche nelle vie che gli sono state intitolate a Napoli e a Roma, e nella targa commemorativa posta nella sede centrale della Facoltà di Ingegneria dell'Università Federico II di Napoli.

Annachiara Giordano

[3.7.2021 - 12:32]



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