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Addio Raffaella

Ha fatto la storia dello spettacolo tv
Lutto anche in Spagna e America Latina


"Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre". Con queste parole Sergio Japino - suo storico ex compagno al quale continuava ad essere legata da un profondo affetto - dà il triste annuncio.

Non è facile ridurre in poche parole quello che ha rappresentato per molti italiani la carismatica Carrà. Potremmo incominciare col dire che Raffaella, di origine bolognese, è stata showgirl, cantante, ballerina, conduttrice ma soprattutto un'artista completa e poliforme capace di ricoprire più ruoli e a cui le etichette stavano davvero strette. Doveroso è sottolineare che Raffaella Carrà fu la prima showgirl del piccolo schermo fin dai primi anni '70 con la trasmissione "Canzonissima".

Possiamo dire che televisione e carriera della Carrà si sono evolute insieme, passo dopo passo. Con il "Tuca tuca" nella Rai cadde il tabù del sesso nel 1971: seppur il balletto e la canzone fossero molto genuini nei modi e nelle parole, fu necessario far intervenire il grande attore Alberto Sordi che con la sua ironia sdrammatizzò quelle movenze sexy che avevano suscitato tanto clamore.

Il quotidiano inglese The Guardian l'aveva di recente definita "icona culturale che ha insegnato all'Europa le gioie del sesso".

Ma non solo la stampa inglese si è accorta del potenziale di Raffaella Carrà. La cantante, con la sua musica leggera (anzi leggerissima come direbbero Colapesce e Dimartino) ha avuto successo in tutti il mondo, in Spagna e America Latina soprattutto, vendendo oltre 60 milioni di dischi.

Celebre è la sua canzone "A far l'amore comincia tu" del 1976, remixata nel 2011 dal famoso deejay Bon Sinclair e inserita all'interno della colonna sonora de "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino. La showgirl è stata anche un'icona gay amata e accolta dalla comunità per il suo stile e per la sua apertura mentale nonostante fosse figlia di un'altra generazione. Carrà ha più volte detto che uno dei suoi più grandi rammarichi è stato quello di non essersi creata una famiglia: «È l'unico rimpianto della mia vita. Ho aspettato fino a 40 anni e poi la natura non mi ha più dato un bambino». La conduttrice ha sempre apprezzato i giovani, credendo che meritassero più spazi. La riservatezza l'aveva portata a non rivelare il suo malessere se non a pochi cari. Raffaella Carrà ha voluto che, della sua malattia, della quale soffriva da qualche tempo, non si sapesse nulla. L'obiettivo, secondo quanto riportato dall'Ansa, era impedire che "il suo personale calvario" turbasse "il luminoso ricordo di lei ".

A poche settimane dal suo compleanno, celebrato il 18 giugno, Raffella Carrà ha compiuto il suo ultimo gesto d'amore, l'ennesimo, per il suo pubblico e per coloro che l'amavano.

Mattia Ronsisvalle

[5.7.2021 - 18:41]



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