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Il ricordo

Quando incontrai Libero


Correva l'anno 2009 e in un Teatro San Carlo di Napoli gremito si teneva la prima di Fortapasc, il film dedicato alla vita di Giancarlo Siani di cui Marco Risi fu il regista. Io ero lì, con mio zio Gianfranco, produttore esecutivo. Guardai il film dal palchetto e mi emozionai tanto. Titoli di coda, luci spente, sipario e un applauso infinito per i protagonisti, per il protagonista: Libero De Rienzo, stroncato oggi a soli 44 anni a causa di un infarto. Lo scenario oggi è lo stesso, le luci si sono spente in anticipo e l'applauso è più amaro di quello di 12 anni fa.

Nell'intervallo della proiezione, Libero si aggirava nella stanza allestita per l'aperitivo. La folla lo accerchiava. Arrivato il mio turno, mio zio me lo presenta: "Lui è il protagonista". Ed io timidamente gli strinsi la mano sussurrando il mio nome. Si presentava sicuro di sé, ironico, simpatico, socievole, estroverso e solare. Totalmente l'opposto di quel Siani timido e insicuro interpretato nel film. D'altronde, questa è la bravura di un attore, ricucirsi addosso un ruolo che non rispecchi la propria personalità. Lui ci era riuscito alla grande, attraverso non solo le sue capacità ma con l'espressività di chi conosce, empatizza e ama. Il mio sguardo curioso da quattordicenne tentò di scrutarlo in quei piccoli frangenti di secondo e lui ricambiò con un sorriso, con quei due occhi verdi che bucavano lo schermo e che, dal vivo, mi rimasero impressi. Un napoletano con inflessione romana, una figura così curiosa e misteriosa ma al contempo trasparente che avrei voluto approfondire. Quando mio fratello tornava dal set mi ripeteva sempre: "Il protagonista mi sembra troppo un bravo ragazzo, pare quasi ingenuo". Probabilmente è proprio quell'ingenuità e naturalezza che lo ha indotto ai tanti piccoli successi, dai ruoli da protagonista ai due David di Donatello. Non sono un'amante del cinema, eppure la sua interpretazione e umanità mi sono rimaste nel cuore. Quando immagino Giancarlo Siani, lo vedo esattamente come Libero l'ha interpretato, non riesco a scindere le due figure. Eppure, quando ripenso a Libero, quello conosciuto al di fuori dello schermo, riesco a scinderlo dal suo ruolo. Un ultimo applauso Picchio, arrivederci.

Cristina Somma

[16.7.2021 - 18:14]



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