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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Rocco Chinnici

Il giudice ucciso per aver scoperto
i modi di agire della mafia siciliana


"La strage di via Pipitone Federico, con un'autobomba che segue all'eccidio di Ciaculli del 1963 e precede le terribili stragi del 1992, ha contribuito a manifestare la violenza del sistema di potere politico-affaristico-mafioso. Rocco Chinnici resta nella storia della magistratura italiana ma anche della cultura del diritto". Con queste parole Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, dà inizio alla commemorazione del 38 esimo anniversario della morte del magistrato Rocco Chinnici. In quel tragico episodio persero la vita anche il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, appuntato dell'Arma, Salvatore Bartolotta e Stefani Li Sacchi, portiere dello stabile di via Pipitone.

Erano le 8 del mattino del 1983 quando Chinnici uscì di casa salutando amorevolmente i figli, come sempre faceva. "Erano trascorsi solo 5 minuti da quel saluto" - il racconto dei figli Giovanni ed Elvira (all'epoca avevano rispettivamente 19 e 24 anni) che da quel giorno non avrebbero più visto "la sua imponente figura, un omone di 58 anni, all'apparenza burbero, ma in realtà un pezzo di pane". Poco dopo un'atmosfera surreale si sarebbe palesata ai loro occhi. La Fiat verde del padre era stata imbottita con 75 kg di tritolo. L'esplosione. Un boato enorme. Polvere e fumo. Le urla. Esecutore dell'attentato Antonio Madonia, boss di Resuttana, che nascosto nel cassone di un furgone rubato azionò l'esplosivo. In quel terribile giorno, l'unico superstite fu l'autista Giovanni Paparcuri.

Chinnici fu giustiziato per aver delineato sapientemente i contorni e i modi di agire della mafia siciliana. Il suo grande intuito designò il suo successo e la sua condanna. Ideatore del "pool antimafia", fu lui a radunare intorno a sé giudici come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Fu il primo ad avviare le indagini e le misure di prevenzione patrimoniali, strumento di contrasto alle mafie. Nello sviscerare le dinamiche del sistema mafioso e smascherarne i meccanismi più profondi, si basò esclusivamente sulle acquisizioni probatorie, senza far ricorso alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. L'immane lavoro di Chinnici e della sua squadra portò all'istruzione del primo maxi- processo di mafia che si tenne a Palermo nel 1986. Ventitré mesi in aula (durata del processo di primo grado) 467 gli imputati, 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2664 anni di detenzione.

Il giudice Chinnici lasciò la moglie e tre figli. In suo onore dal 1985 è stato istituito il "Premio Rocco Chinnici", mentre il 6 marzo 2015 in occasione della terza Giornata europea dei Giusti gli è stato dedicato un albero della Medaglia d'oro al merito civile.

"Fare memoria di quella terribile strage è atto di solidarietà nei confronti dei familiari di tutte le vittime" - sostiene il ministro Andrea Orlando, ricordando quanto sia importante "tenere alta la guardia" nei confronti della mafia per evitare che essa possa "compromettere libertà, democrazia e valori costituzionali del nostro Paese".

"Questo è un distretto dove, nonostante i reati gravissimi e spesso molto complessi che vi trovate a dover perseguire si riesce ad assicurare una risposta di giustizia ai cittadini in tempi rispettosi del principio costituzionale della ragionevole durata dei processi". Il pensiero del Ministro della Giustizia Marta Cartabia rivolto a Chinnici e riferito alla città di Palermo. Una riflessione importante nel giorno in cui nel Consiglio dei Ministri si traggono le conclusioni sulla riforma sulla giustizia.

"E' molto importante per me essere qui oggi perché Rocco Chinnici rappresenta un modello, una fonte di ispirazione, insieme agli altri magistrati che hanno dato la loro vita per la lotta alla mafia". Le riflessioni della neo Procuratrice europea, la rumena Laura Codruta Koevesi, che ha partecipato alla commemorazione a Palermo. La Koesevi racconta ai cronisti quanto sia importante il metodo di indagini nato con Chinnici, il follow the money, facendo riferimento al metodo di tracciamento di denaro utilizzato nella lotta contro le organizzazioni criminali a livello europeo.

Infine, il commosso e orgoglioso il ricordo della figlia maggiore di Chinnici, Caterina, magistrato e europarlamentare dal 2014. "Il lavoro di Rocco Chinnici è stato importante e il suo sacrificio non è stato vano: ha segnato un percorso che ha portato oggi alla creazione di nuovi organismi in Europa: la Procura europea che è una prosecuzione ideale della sua idea di cooperazione non solo fra le forze di polizia ma anche tra la magistratura".

Raffaella Grimaldi

[29.7.2021 - 20:02]



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