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Il crac 'Evergrande'
economia mondiale a rischio


"La Cina di Xi Jinping non è l'America di George Bush e Barack Obama". Così Francesco Guerrera su La Stampa spiega perché un crac di Evergrande, il colosso immobiliare cinese, potrebbe causare una rivolta popolare. "Vi diamo migliori condizioni di vita ma in cambio voi ci lasciate al potere". Questo è il contratto che il governo cinese ha stipulato con i cittadini pur di raggiungere l'obiettivo di una stabilità sociale ed evitare che si diffondano valori capitalisti. Evergrande ha venduto 1.4 milioni di appartamenti che però non sono ancora stati completati. Se chi ha investito in queste abitazioni al fine di entrare nella classe media cinese non sarà soddisfatto si rischia di rompere il patto popolo-governo. Allo stesso tempo se l'azienda immobiliare svendesse il proprio patrimonio, tutta l'economia cinese crollerebbe. Il collasso di Evergrande preoccupa quindi maggiormente gli investitori stranieri che temono un effetto domino su altre aziende e potrebbero scegliere di non investire più in Cina. Pechino ha capito che il crollo dell'azienda immobiliare causerebbe ripercussioni sull'economia mondiale per cui sta cercando di trovare soluzioni per salvarla. Altri gruppi immobiliari potrebbero dare il loro contributo nel completamento degli appartamenti e il governo potrebbe accettare di cancellare i debiti salvando le banche locali.

Maria Chiara Valecce

[21.9.2021 - 15:07]



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