InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Libero e Giancarlo
due storie, stesso destino


Libero De Rienzo, scomparso recentemente, č l'attore che ha impersonato Giancarlo nel film Fortapasc. Libero e Giancarlo, era facile confonderli, nonostante vissuti e cresciuti in periodi diversi: quello stesso ciuffo spettinato con la capigliatura che partiva dalla nuca, gli occhiali vintage, stesso atteggiamento e larghezza delle spalle. Nonostante non si siano mai conosciuti, l'uno sembrava vestire alla perfezione i panni dell'altro. Giuseppina De Rienzo, sorella di Libero, in una lettera pubblicata nell'inserto de "Il Mattino" dedicato a Giancarlo, li ha paragonati al quadro di Magritte "La reproduction interdite" del 1937. "Davanti allo specchio rettangolare di Renč, Libero si ferma - scrive Giuseppina - Sa che non serve fare un passo avanti per specchiarsi". Li descrive come intercambiabili tanto somiglianti. Immagina un commovente dialogo, mai avvenuto, tra i due, quasi come fosse una sceneggiatura. "Intercambiabili sono anche le nostre storie" risponde Giancarlo a Libero nel racconto dell'inserto, facendo probabilmente riferimento alla prematura morte di entrambi. De Rienzo ha raggiunto il giornalista pochi mesi fa, quando č stato trovato privo di vita, in casa, per ragioni ancora poco chiare.

Il dialogo prosegue, i due si raccontano decantando la reciproca stima. Libero, per interpretare Giancarlo, ha approfonditamente studiato il suo personaggio prima delle riprese di Fortapāsc, ha imparato a memoria tutti gli articoli firmati Siani, pubblicati su Il Mattino. Il giornalista, dall'alto, ne apprezza il lavoro e si riconosce a pieno nel personaggio, cosė come confermato da suo fratello Paolo, che ha visto in Fortapāsc una delle interpretazioni pių fedeli di Giancarlo. Entrambi chiedono giustizia, hanno paura, chiedono delle scuse che non sono mai arrivate. Accomunati da una grande strumentalizzazione della propria morte, una grande passione per il proprio lavoro e grandi traguardi raggiunti in poco tempo, in una vita troppo breve. Il racconto č vivo, intenso, vero. Interpretato anche da Nadia Carlomagno, collega di Libero sul set di Fortapāsc, durante la presentazione dell'inserto nella Sala degli Angeli del Suor Orsola Benincasa. Una lettura energica, profonda, ricca di espressivitā, che ha restituito ai due personaggi la voce e la dignitā che meritano.

Cristina Somma

[24.9.2021 - 06:58]



Email Stampa Facebook Twitter Reddit LinkedIn Pinterest Mix Tumblr Bufferapp




RSS

Š 2003/21 Universitā degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.2 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0