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Speciale Cultura/1

L'America consacra Caruso
star internazionale


Con il suo talento si è guadagnato la stella sulla Walk of Fame di Hollywood che celebra la gloria dell'arte. E Caruso non ha ricevuto solo questo regalo. In un punto infinito dell'universo si scorge l'asteroide 37573 dedicato a lui. Una stella. Il suo legame con l'America riguarda la sua vita personale perché è riuscito, con volontà e coraggio, ad incarnare il sogno americano. Perché è partito dal basso, dall'avere pochi soldi e umili origini per arrivare ad essere ricco e ad essere una star internazionale.

Stella non solo della lirica ma anche del cinema. Il Metropolitan di New York lo consacra, nei primi anni del '900, stella nascente essendo interprete di due film: "il cugino" e "the splendid romance". Il suo debutto nella lirica avviene con la rappresentazione del duca di Mantova nell'opera il Rigoletto quando il pubblico gli chiede di fare il bis per "La donna è mobile". Ha avuto tanto successo da diventare l'idolo dell'epoca. Ha interpretato successivamente personaggi quali Radames nell'Aida, Cavaradossi in Tosca bissando "E lucevan le stelle". Ha bissato anche" Vesti la giubba" in Pagliacci. Caruso pretendeva sempre ingaggi esorbitanti per ruoli principali come Alfredo nella Traviata. Ma quando non si trattava di lavoro era disponibile a cantare gratis per gli immigrati, per esempio, perché si sentiva uno di loro. Da star internazionale decise di far incidere il suo profilo a Tiffany: una medaglia d'oro in 24 carati come ricordo delle sue esibizioni al Metropolitan.

Letizia Bambagini

[11.10.2021 - 14:45]



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