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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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Napoli

"Cercasi nuovo assessore alla cultura"


"È tempo di pensare a un nuovo Renato Nicolini, inventore dell'estate romana e assessore alla cultura negli anni '90. Magari una donna, una Renata". Così Marco Demarco, direttore della Scuola di giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa, ha detto nella sua introduzione al convegno "Da Caruso alle Fiction: il giornalismo culturale a Napoli", tenutosi nella Sala degli Angeli dell'ateneo. Tra i tanti ospiti erano presenti anche i ragazzi del liceo artistico del Suor Orsola Benincasa e il maestro del coro del Teatro San Carlo Gaetano De Rosa, da cui è partita l'iniziativa di produrre due film sul tenore Enrico Caruso che hanno dato spunto per la realizzazione di questo evento.

Durante il dibattito sono arrivate diverse denunce alle istituzioni anche da parte dei relatori che, di comune accordo, sollecitano l'esigenza di un nuovo assessore alla cultura che si occupi di promuovere le iniziative culturali del capoluogo partenopeo. Mirella Armiero, responsabile cultura del Corriere del Mezzogiorno, ha segnalato una crisi della parte riflessiva del giornalismo culturale e del pensiero critico. "Il giornalismo oggi resta descrittivo, non si prendono più posizioni", afferma la cronista. Il critico musicale Alfredo d'Agnese ha messo in evidenza le criticità del settore. "Napoli non è più un centro di produzione perché non ci sono case discografiche importanti né case editrici che pubblicano su un quotidiano", dice il giornalista. Un problema che, inevitabilmente, ricade sulle istituzioni che, secondo d'Agnese, non promuovono più la cultura in Campania da anni, nonostante Napoli sia stato un centro culturale molto vivace e tuttora di tendenza.

La presidente della Film Commission Campania, invece, sostiene che, per quanto riguarda la Campania, ci sia la voglia di alimentare la cultura. Lo avrebbe dimostrato il fatto che, durante il lockdown, la regione è stata la seconda, dopo il Lazio, a controllare le troupe, consentendo un proliferare di set cinematografici in sicurezza. "Napoli è come un fiume Carsico, è presente anche quando non c'è", ha detto Titta Fiore. La Presidente della Film commission Campania ha ricordato un aneddoto che ebbe luogo durante il terremoto dell'Irpinia, quando 55 giornalisti del Mattino furono mandati sul posto a perlustrare, con la voglia di condividere informazioni e dimostrarsi una vera spinta vitale.

Luigi Vicinanza, presidente del MAV di Ercolano che ha prodotto il cortometraggio su Caruso proiettato poi in sala, ha ricordato la biografia del tenore. "Il centenario per la morte di Caruso - ha detto - ha permesso la realizzazione di due film. Il tenore è stato la prima pop star internazionale grazie alla formazione ricevuta nella città di Napoli. L'artista è stato un innovatore, il primo a usare l'incisione sui dischi per poter condividere la sua voce con chi non poteva frequentare i teatri. Inoltre proveniva da una famiglia modesta, infatti quello della cultura, usato come ascensore sociale, è stato un altro elemento che ha attirato l'attenzione del Museo archeologico virtuale di Ercolano che sperimenta nuovi linguaggi nell'offerta culturale."

"L'Eterno", questo il nome del filmato sulla vita del tenore, ha suscitato grosso entusiasmo e forte commozione tra i presenti.

Cristina Somma

[12.10.2021 - 18:05]



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