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Orto Botanico - Università degli Studi di Napoli Federico II
via Foria 223
80139 via Foria 223 (Napoli)

tel. 081449759
fax 081449759
e-mail
sito web http://www.ortobotanico.unina.it

natura giuridica: Pubblico- Universitario-Università

responsabile: Paolo De Luca

fondato nel 1807
storia: Nel 1807 l'area su cui sorgeva l'Orto dei Semplici di Monteoliveto, adibito all'insegnamento universitario, fu destinata dai francesi alla realizzazione di un mercato alimentare. Per evitare la distruzione delle collezioni esistenti, si decise di realizzare il progetto borbonico preesistente della creazione di un nuovo orto botanico per trasferirvi le piante più interessanti coltivate nel vecchio orto. L'area su cui attualmente sorge l'orto fu quindi espropriata con decreto datato 28 dicembre 1807 e firmato da Giuseppe Napoleone. L'estensione dell'area era di circa 40 moggia (approssimativamente 13 ettari). La struttura fu subito dotata di una "stufa fredda" e, nel 1818 di una "stufa calda". Michele Tenore, medico e botanico, ne fu il primo direttore, nominato per decreto del 25 marzo 1810. Rimase in carica per 51 anni, fino alla sua morte, avvenuta nel 1861. Durante la sua direzione egli arricchì notevolmente le collezioni dell'Orto e allacciò intensi e proficui rapporti con i principali orti europei, contribuendo ad accrescere il prestigio nazionale ed internazionale della struttura da lui diretta. A Tenore successe Guglielmo Gasparrini, che dal 1861 al 1866 sistemò l'arboreto, l'agrumeto e l'area del fruticeto; inoltre si dedicò alla sistemazione del museo botanico, della biblioteca e dell'erbario, sistemandovi le collezioni di exsiccata di Tenore. Fra gli illustri botanici che si successero nella direzione dell'Orto Botanico è da ricordare Fridiano Cavara, che dal 1906 al 1929, oltre ad arricchire le collezioni, fece realizzare un'area per le xerofite e per le succulente, un laghetto e due vasche per piante lacustri. Inoltre istituì nel 1928 la "stazione sperimentale per le piante officinali". Il periodo di maggiore crisi che l'Orto Botanico di Napoli ha attraversato dall'epoca della sua fondazione, fu durante la II guerra mondiale, in particolare durante l'occupazione della struttura da parte delle truppe alleate: al fine di adeguare gli ambienti alle esigenze militari, infatti, gran parte dell'Orto fu devastato. I direttori che si successero nel periodo postbellico, ed ereditarono tale situazione, si adoperarono per restaurare la struttura, aggiungendovi numerose altre sezioni ed aree espositive, incrementando le attività scientifiche, didattiche e sperimentali.

Collezioni
Collezione di piante dell'Orto Botanico di Napoli
La superficie totale dell'Orto Botanico è di circa 12 ettari, sui quali sono presenti circa 10mila specie, per un totale di 25mila esemplari; essi sono raggruppati in diverse zone, in collezioni organizzate secondo criteri tassonomici, ecologici ed etnobotanici. In alcune aree, infatti, sono raccolte piante appartenenti alla stessa categoria sistematica: costituiscono un esempio in tal senso l'area delle Gimnosperme, delle Angiosperme, il palmeto e l'agrumeto. In altre aree, come ad esempio il deserto, il filiceto e le vasche delle piante acquatiche, sono state ricreate condizioni simili a quelle che le piante esigono in natura, associando le specie secondo un "criterio ecologico". Il deserto è una zona ad anfiteatro, esposta a sud, la cui ambientazione è ricostruita mediante rocce di cemento, in cui sono raccolte le piante succulente. Il filiceto è un'area sottoposta rispetto al livello del resto dell'Orto, ombreggiata grazie ad una cintura di alberi e ricca d'acqua per la presenza di due laghetti artificiali. In questa zona, per la cui realizzazione si sono seguiti anche criteri tassonomici, sono raccolte numerose specie di felci, fra cui bellissimi esemplari di felci arboree. Per le altre aree, fra le Angiosperme è da segnalare un prezioso esemplare di Camelia japonica, nata da seme circa 170 anni fa. Sul terreno dell'Orto sorgono inoltre le serre: questo complesso di circa 5000 metri quadri comprende le serre Califano, la serra Merola e alcune serre più piccole, in cui, in diversi ambienti, gli esemplari possono essere tenuti a diverse condizioni di temperatura ed umidità; la collezione di maggior prestigio è quella delle serre Califano, in cui vengono coltivate le Cycadales: questa collezione consta di 103 specie per 370 esemplari, fra cui Encephalartos woodii Hort., pianta estinta in natura. Altra area da segnalare è la "Sezione sperimentale per le piante officinali" che attualmente assolve a scopi didattici e cura l'acclimatazione di piante esotiche di interesse farmaceutico ed industriale. Quest'area è suddivisa in tre sezioni: "zona espositiva", "campi sperimentali" e "frutteto". Poco distante da quest'area sorge un imponente gruppo di Quercus ilex L., di circa 200 anni: antecedenti, quindi alla fondazione dell'Orto. Completano il percorso altre zone a tema, quali per esempio la "spiaggia", la "torbiera", la "roccaglia", la "macchia mediterranea" e la collezione di piante carnivore.

Collezione Paleobotanica del Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica dell'Orto Botanico di Napoli
La sezione di Paleobotanica del Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica, ospitato in alcuni locali dello storico "Castello" all'interno dell'Orto Botanico, occupa due sale e precede la sezione di Etnobotanica. Conserva fossili vegetali che permettono di seguire, attraverso anche testi e immagini, l'evoluzione delle piante terrestri, partendo dalle prime piante vascolari fino alle piante attuali. La presenza nel Museo, inoltre, di un albero filogenetico tridimensionale, di tre metri di larghezza e due di altezza, permette di visualizzare la comparsa e l'evoluzione dei gruppi delle piante terrestri dal Siluriano all'epoca attuale e le ralazioni filogenetiche che intercorrono tra i gruppi. Le prime vetrine descrivono le modalità di formazione dei fossili e le difficoltà che incontrano i ricercatori nel risalire dai frammenti all'aspetto reale di piante vissute milioni di anni fa. I fossili esposti sono corredati di etichette con l'indicazione della specie o del genere forma, della località da cui provengono i campioni, dell'età dei sedimenti e, in caso di donazioni, del nome del donatore. Inoltre immagini e testi approfondiscono le caratteristiche principali dei gruppi presentati. In alcuni casi i reperti fossili sono messi a confronto con l'aspetto di piante, filogeneticamente correlate, che sono coltivate nell'Orto Botanico. Infine, vengono illustrate le fasi evolutive che hanno portato alla formazione di particolari strutture vegetali.

Etnobotanica del Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica dell'Orto Botanico di Napoli
La sezione di Etnobotanica del Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica, ospitato in alcuni locali dello storico "Castello" all'interno dell'Orto Botanico, occupa tre sale e segue la sezione di Paleobotanica. Mostra esempi significativi dell'utilizzazione di alcune piante presso popolazioni della fascia tropicale. Sono presenti oggetti di origine vegetale ottenuti nel corso di spedizioni etnobotaniche condotte in Amazzonia, Messico, Filippine, Borneo e Sumatra. Gli oggetti, suddivisi per aree di provenienza, sono sistemati in vetrine tematiche: caccia, pesca, musica, ornamenti, agricoltura, attività domestiche etc.. Gli usi diversificati di alcune piante sono illustrati da una serie di testi presenti all'interno di ciascuna vetrina. Ogni oggetto è corredato da un'etichetta sulla quale sono riportati il suo nome indigeno, una breve annotazione circa l'impiego, nonché il nome locale e quello scientifico delle piante utilizzate per la sua fabbricazione. Accanto agli oggetti ed ai testi sono esposte, quando disponibili, le materie prime (fibre, fusti, cortecce, semi, frutti etc.) delle piante menzionate. Sono presenti numerose fotografie. E' possibile osservare le piante riprese in natura, durante alcune fasi della lavorazione (es. intreccio delle fibre), nel corso del loro impiego (nel caso di piante alimentari e ad uso terapeutico). Altre fotografie mostrano alcune pratiche di vita quotidiana come la coltivazione dei campi, i rituali curativi, la preparazione dei veleni vegetali e quella dei cibi. Infine, alcuni disegni evidenziano dettagli morfologici importanti come particolari frutti, semi, radici, etc. Completano il percorso pannelli di legno e poster che illustrano argomenti di interesse più ampio, ad esempio le piante selvatiche commestibili e quelle ad uso terapeutico rituale.

Spazi espositivi
Dall'ingresso monumentale, attraverso una doppia scalinata si accede all'Orto Botanico. Molti dei viali interni sono dedicati ad illustri botanici che si sono succeduti nella direzione della struttura. Ogni area è corredata da tabelloni esplicativi.

superficie espositiva dedicata: 120000 m2
superficie espositiva condivisa: 1000 m2
superficie ad uso di deposito: 500 m2
Personale
dipendenti: 40
contrattisti: 10
volontari: 0
Apertura
apertura al pubblico: Su richiesta
orario di apertura: 9 - 14
costo del biglietto: intero €0
ingressi a pagamento: 0
ingressi gratuiti: 4000
visita guidata: Si (su richiesta)
bookshop: No
materiale informativo: Si
Pianta dell'Orto Botanico, con breve descrizione dei percorsi e delle aree, due guide del Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica, una dedicata alla sezione di Paleobotanica e una dedicata alla sezione di Etnobotanica
Biblioteca, archivio storico, fototeca
"Catalogo del Real Orto Botanico di Napoli" , Pubblicato da Giuseppe Antonio Pasquale. "L'Orto Botanico di Napoli" di Valerio Giacomini. "L'Orto Botanico dell'Università di Napoli", di Paolo de Luca.

volumi biblioteca: 30000
documenti archivio: 10000
numero immagini: 1000
Laboratori
laboratorio didattico
Attualmente, le attività svolte nell'Orto botanico sono molteplici e riguardano la coltivazione e la presentazione a fini espositivi delle collezioni, la ricerca pura e applicata, la conservazione di specie vegetali in via di estinzione e la didattica. Per la didattica, il Dipartimento di Biologia Vegetale è dotato di un'aula grande da 150 posti, di un'aula da 50 posti, di due aulette da esercitazioni da 25 posti di lavoro ognuna, di 7 grandi laboratori modernamente attrezzati. A questi spazi va aggiunta la sala di consultazione dell'Erbario, per lo studio. Inoltre, l'attività didattica svolta dall'Orto si rivolge, oltre che agli studenti universitari con i corsi di Scienze Biologiche (I e II) e di Scienze Naturali, anche a studenti delle scuole medie inferiori e superiori che, annualmente, visitano in gran numero l'Orto botanico guidati da personale specializzato
Nuove tecnologie
utilizzo nuove tecnologie: Si
Sito internet, archiviazione elettronica dei dati relativi alle collezioni mediante programma Microsoft Access
Pubblicazioni (1998-2000)
studi e ricerche: 500
cataloghi e guide:
pubblicazioni informatiche:
De Luca P., Mickle J.E., Barone Lumaga M.R., De Matteis Tortora M., Menale B., Pinto E., Vallariello G. (1998) Le strategie espositive nell'Orto botanico di Napoli e nel Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica. Museologia Scientifica. 14(1):415-421. Barone Lumaga MR, Menale B., Mickle J. (1999-2000). Applicazione dei principali sistemi tassonomici nell'Orto Botanico di Napoli e nel Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica. Museologia Scientifica, (Supplemento Atti 11° Congresso A.N.M.S. Napoli 1996). 16(1):49-55. De Luca P., Mickle J., Barone Lumaga M.R. (1999-2000). Allestimento della Sezione di Paleobotanica nel Museo dell'Orto Botanico di Napoli. Museologia Scientifica, (Supplemento Atti 11° Congresso A.N.M.S. Napoli 1996). 16(1):141-147. De Luca P., Novellino D., De Matteis Tortora M. (1999-2000). Valutazioni preliminari sulla progettazione e l’allestimento della nuova Sezione di Etnobotanica al Museo dell'Orto Botanico di Napoli. Museologia Scientifica, (Supplemento Atti 11° Congresso A.N.M.S. Napoli 1996). 16(1):149-164. Menale B., Casoria P., Muoio R., De Matteis Tortora M., Barone Lumaga M.R. (1999). Le collezioni ed i reperti etnobotanici dell’Orto Botanico di Napoli. Informatore Botanico Italiano. 31(1-3):166-167. Menale B., Casoria P., Barone Lumaga M.R. (1999). Gli itinerari didattici nell’Orto Botanico di Napoli II. Le aree a Carattere sistematico. Informatore Botanico Italiano. 31(1-3):220-226.

Annotazioni
persone intervistate: Maria Rosaria Barone Lumaga, ricercatore
data compilazione: 05/11/2003
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Il castello - sede del Museo

Sezione di Paleobotanica - albero filogenetico

Sezione di Paleobotanica - una vetrina

Sezione di Paleobotanica - seconda sala

Sezione di Paleobotanica - Latanites sp. Massalongo eocene, giacimenti di Bolca

Sezione di Etnobotanica

Sezione di Etnobotanica - Centro America

Sezione di Etnobotanica - Filippine - strumenti musicali - statue rituali

Sezione di Etnobotanica - vetrine

Sezione di Etnobotanica - vetrine

Sezione di Etnobotanica - Borneo e Sumatra

Sezione di Etnobotanica - Borneo - feticcio

Sezione di Paleobotanica - Modello di seme di Archaeosperma arnoldii petitt e beck

Sezione di Paleobotanica - Modello di seme di Moresnetia zalesskyi

Sezione di Paleobotanica - Onoclea sensibilis l. - Paloecene, Alberta, Canada

Sezione di Paleobotanica - Lygodium japonicum sw. - Lygodium kaulfussi heer - Eocene, Colorado, Usa

Sezione di Paleobotanica - Archaeopteris macilenta (Lesquereux) Carluccio, Hueber e Banks - Devoniano superiore, West Virginia, Usa

Orto Botanico - Fontana storica

Orto Botanico - Il

Orto Botanico - Particolare del deserto

Orto Botanico - Particolare della valletta delle felci

Orto Botanico - Viale Domenico Cirillo

 
 
 
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