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Stalking, un reato che genera ansia

Con la sentenza n. 6384/2014, i giudici della Corte di Cassazione hanno sottolineato come, per la configurazione del reato di stalking, sia sufficiente la sussistenza nella vittima di uno stato di timore, generato dalla condotta dell'ex partner. Non è pertanto necessario che il comportamento dello stalker determini un mutamento delle abitudini del soggetto perseguitato, né che l'atteggiamento persecutorio nasca dal deterioramento del rapporto coniugale. Anzi, per i giudici della Corte, tale legame si pone come aggravante ai sensi dell'art. 612 bis II comma del codice penale.

n° 1075 - giovedì 22 maggio 2014
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tag Cassazione penale | Stalking | Atti persecutori | Art. 612-bis c.p. | Reato | Molestia



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