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Tu non lavori... ma io non ti mantengo!

L'assegno divorzile deve garantire il coniuge con minore potenzialità reddituale affinché questi possa conservare il medesimo tenore di vita avuto in costanza di matrimonio. Partendo da questo principio generale, la Corte di Cassazione ha però riconosciuto che l'obbligo al mantenimento deve essere commisurato alla situazione concreta ed in particolare alla condizione del coniuge beneficiario dell'assegno. Infatti, con la sentenza n. 11797/2014, gli "Ermellini" hanno accolto il ricorso dell'ex-marito, liberandolo dall'obbligo del mantenimento, visto che la ex consorte, pur non lavorando per dedicarsi alla cura dei figli, era stata in seguito beneficiaria di una ricca eredità. Non rilevava quindi il fatto che l'acquisizione ereditaria fosse avvenuta dopo la separazione matrimoniale.

n° 1085 - giovedì 5 giugno 2014
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tag Corte di Cassazione | Matrimonio | Divorzio | Assegno divorzile | Diritto di famiglia | Coniugi | Separazione | Eredità



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