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Terzo, ma non troppo...

La pubblicazione sui media di notizie, spesso anche riservate, riguardanti soggetti estranei ad indagini, ma vittime inconsapevoli di "intercettazioni a strascico", si pone come problematica di stretta attualità. A tal proposito è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21404/2014, che ha respinto il ricorso di un soggetto che lamentava la diffusione di un'ordinanza cautelare in cui si faceva riferimento al suo orientamento sessuale. Per i giudici, la liceità della pubblicazione dipende dalla sussistenza di un interesse pubblico alla diffusione di tali notizie e dall'assenza di segreti istruttori. E tali valutazioni debbono necessariamente esser fatte di volta in volta alla luce dei casi concreti prospettati ai giudici di legittimità.

n° 1123 - giovedì 16 ottobre 2014
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