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Eccessiva verbosità viola un preciso dovere processuale: parola di Cassazione!

Si espone al pericolo di una declaratoria di inammissibilità il ricorrente che, nell'atto, violi il principio generale della chiarezza e della specificità dei motivi del ricorso per cassazione, esponendo argomentazioni tanto prolisse da minare il rispetto del canone della chiarezza e della sinteticità espositiva. Il canone della specificità, parametro peculiare del ricorso per cassazione, comporta anche l'illustrazione precisa e puntuale delle dedotte inosservanze di norme e/o principi di diritto, con l'indicazione di come abbia avuto luogo la violazione ascritta alla pronuncia di merito. Il rispetto del menzionato canone rappresenta anche l'adempimento di un preciso dovere processuale, cui non ci si può sottrarre. Così la sentenza della Cassazione civile sezione Lavoro del 30 settembre 2014, n. 20589, censurando la pedissequa riproduzione dell'intero, letterale contenuto degli atti processuali, per un verso, del tutto superflua, per altro verso, anche inidonea a soddisfare la necessità della sintetica esposizione dei fatti.

n° 1148 - giovedì 6 novembre 2014
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tag Chiarezza | Specificità | Motivi | Corte di Cassazione | Inammissibilità | Impugnazioni | Sinteticità | Ricorso



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