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Per il Fisco vale la confessione ma non la testimonianza

Il processo dinanzi ai giudici tributari è scritto e non ammette la prova per testimoni che, per sua natura, é orale e richiede tutta una serie di formalità. Ma l'Amministrazione Finanziaria può porre a fondamento di un suo accertamento le dichiarazioni di terzi, rese a verbale e in presenza di date circostanze, se le stesse hanno natura confessoria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 27314/2014 del 23 dicembre scorso. I giudici hanno chiarito che tali dichiarazioni confessorie, se affidabili e attendibili, formano una prova presuntiva dotata dei caratteri di gravità, precisione e concordanza.

n° 1189 - giovedì 15 gennaio 2015
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tag Corte di Cassazione | Fisco | Accertamento fiscale | Confessione | Testimonianza | Processo tributario



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