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Prima casa, la residenza in primis

L'Agenzia delle Entrate può recuperare la maggiore imposta di registro, revocando il "beneficio prima casa" se i contribuenti, al contrario di quanto dichiarano nell'atto di compravendita, non risultano effettivamente residenti nel comune ove è sito l'immobile acquistato con l'agevolazione d'imposta. Nel caso di specie, i contribuenti avevano fatto istanza di trasferimento della residenza il giorno stesso della compravendita, ma, a seguito di un controllo dei vigili urbani, essi non erano risultati effettivamente residenti. L'esito negativo aveva in sostanza "congelato" la richiesta di trasferimento, determinando la persistenza nei registri anagrafici di altro comune. Per la Cassazione, con sentenza n. 2181/2015, non rileva la successiva istanza con esito positivo, non trattandosi di mera reiterazione ma bensì di un nuovo iter procedimentale.

n° 1208 - giovedì 5 marzo 2015
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tag Diritto tributario | Corte di Cassazione | Agenzia delle Entrate | Contribuente | Avviso di liquidazione | Casa | Imposta di registro



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