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Corte di Cassazione: il Comune non può divulgare dati attinenti al mutamento dell'identità sessuale

La Corte di Cassazione, Sez. I, nella sentenza n. 9785/2015, depositata lo scorso 13 maggio, ha stabilito che costituisce illegittima divulgazione di dati supersensibili la trasmissione da un ufficio elettorale ad un altro dell'intero fascicolo personale "contenente i dati anagrafici e la annotazione della sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso". Tale illegittima diffusione di dati comporta inevitabilmente una violazione del diritto alla riservatezza, così come tutelata dal D.Lgs. 196/2003, e, pertanto, la Corte, rigettando il ricorso di un Comune, ha considerato legittima la somma di € 75.000,00 a titolo di risarcimento dei danni liquidati dal giudice di prime cure in favore di una cittadina, già cittadino, che, dopo il trasferimento da un comune siciliano ad uno calabrese, lamentava che la trasmissione integrale della documentazione aveva compromesso il suo diritto alla riservatezza, creandole pregiudizi alla salute psicologica, alle relazioni in ambiente lavorativo e, soprattutto, alla vita coniugale.

n° 1244 - giovedì 28 maggio 2015
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tag Dati personali | Riservatezza | Privacy | Dati sensibili | Dati supersensibili | Rettificazione attribuzione sesso | Divulgazione dati personali | D.Lgs. 196/2003 | Risarcimento del danno | Corte di Cassazione



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