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Corte di Cassazione: l'azienda può creare un falso profilo Facebook per controllare il dipendente

Non viola l'obbligo di correttezza e buona fede ed esula dal divieto ex art. 4 Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970), la creazione, da parte di un preposto aziendale, per conto del datore di lavoro, di un falso profilo Facebook al fine di effettuare un controllo sull'attività di un lavoratore, già in precedenza allontanatosi dalla postazione lavorativa per parlare al cellulare. Questo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, nella sentenza n. 10955 del 27/05/2015, ove ha ritenuto che tale condotta, trattandosi di controllo difensivo, volto alla tutela dei beni del patrimonio aziendale, costituisce mera modalità di accertamento dell'illecito comportamento del dipendente. Infatti, osserva la Corte, il datore di lavoro ha posto in essere un'attività di controllo che non ha avuto ad oggetto l'attività lavorativa propriamente detta ed il suo esatto adempimento, ma la perpetrazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente.

n° 1249 - giovedì 4 giugno 2015
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tag Lavoro subordinato | Datore di Lavoro | Controllo attività lavorativa | Controllo difensivo | Statuto dei lavoratori | Legge 300/70 | Dipendente | Facebook | Social Network | Falso profilo Facebook | Ammissibilità | Corte di Cassazione



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