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Cybercrime... nelle mani di un "incompetente"

"Il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico di cui all'art. 615-ter cod. pen. coincide con quello nel quale si trova il soggetto che effettua l'introduzione abusiva o vi si mantiene abusivamente". Questo è quanto stabilito dalle SU con la sentenza n. 17325/15 chiamata a decidere sulla determinazione del luogo di consumazione del reato di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico. Il caso riguarda una dipendente della Motorizzazione di Napoli introdottasi abusivamente e reiteratamente nel sistema informatico del Ministero delle Infrastrutture. Il Tribunale di Napoli si era dichiarato incompetente per territorio, ritenendo competente il Tribunale di Roma, mentre quest'ultimo aveva sollevato conflitto negativo di competenza per territorio. La Suprema Corte ha infine ritenuto competente il Tribunale partenopeo.

n° 1277 - giovedì 16 luglio 2015
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tag Cybercrime | Accesso abusivo | Internet | Competenza | Corte di Cassazione | Cyber sicurezza | Reato | Sistema informatico | Diritto penale | Database | Abuso



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