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Quando una firma mette nei guai (fiscali)...

Un avviso di accertamento fondato esclusivamente su una sottoscrizione senza riserve di un processo verbale di contestazione è legittimo. Infatti la Corte di Cassazione, con sentenza n. 20979/2015, ha sconfessato i giudici merito, chiarendo che la firma da parte del rappresentante legale di una società di un atto, sia pure di parte, integra gli estremi della confessione stragiudiziale. Nel caso di specie, la Guardia di Finanza e l'amministratore unico avevano individuato, a seguito di contraddittorio orale, la percentuale di ricarico per la liquidazione della maggiore imposta dovuta dalla società.

n° 1303 - giovedì 12 novembre 2015
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tag Corte di Cassazione | Avviso di accertamento | Fisco | Agenzia delle Entrate | Guardia di Finanza | Processo verbale di constatazione | Confessione | Imposta | Diritto tributario



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