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Studi di settore, si salvi chi può

Gli studi di settore, parametri elaborati mediante analisi economiche e tecniche statistiche, consentono di stimare presuntivamente i ricavi che sono imputabili all'attività imprenditoriale di un soggetto. Tale presunzione può essere contestata dal contribuente non lamentando semplicemente l'inattendibilità dei parametri, astenendosi di conseguenza dal contraddittorio con l'Agenzia delle Entrate, ma dimostrando l'esclusione dell'attività accertata dal perimetro applicativo degli studi di settore. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4151/2016, respingendo di fatto il ricorso di un contribuente che, senza entrare nel merito, contestava la legittimità dell'utilizzo di parametri presuntivi per la determinazione del reddito d'impresa.

n° 1345 - giovedì 17 marzo 2016
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tag Corte di Cassazione | Fisco | Agenzia delle Entrate | Studi di settore | Avviso di accertamento | Contribuente



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