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Un conto corrente troppo movimentato

L'Amministrazione Finanziaria può desumere in via extra contabile un maggiore reddito dall'analisi delle operazioni compiute su un conto corrente bancario. Con la sentenza n. 6093/2016, i giudici della Corte di Cassazione hanno così confermato un avviso di accertamento che era stato notificato ad un sedicente odontoiatra che, oltre a non tenere le scritture contabili, non aveva mai emesso fatture. Il Fisco ha, pertanto, considerato come compensi quelle somme versate sul conto e non giustificate, mentre i prelievi sono stati riconosciuti come costi deducibili nell'esercizio dell'attività professionale. L'assoluta mancanza di documentazione contabile accompagnata dalla presenza di proventi non giustificati, secondo la Corte, consente al Fisco di individuare in via induttiva l'esistenza di attività non dichiarate.

n° 1350 - giovedì 7 aprile 2016
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tag Corte di Cassazione | Fisco | Agenzia delle Entrate | Avviso di accertamento | Contribuente | Evasione fiscale



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