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Risarcimento in fumo per lo studente universitario

Troppo spesso nei corridoi e talvolta anche nelle aule universitarie si notano universitari che fumano indisturbatamente. A causa di tale comportamento, uno studente era costretto ad abbandonare gli studi in conseguenza di una grave forma di asma che era peggiorata a seguito del contatto con i colleghi "fumatori". Per tale motivo era ricorso al tribunale civile, richiedendo il risarcimento del danno. Per i giudici della Corte di Cassazione, con sentenza n. 7967/2016, lo studente non ha diritto al risarcimento se non prova che sia stato reso impossibile, per la mancanza di controlli, l'accesso e la frequenza alle aule dedicate alla didattica. Nella richiesta del risarcimento, secondo i giudici, la doglianza deve essere sempre circostanziata e deve fare riferimento alla concreta nocività dei comportamenti tenuti da terzi.

n° 1369 - giovedì 28 aprile 2016
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tag Corte di Cassazione | Risarcimento | Danno | Responsabilità | Responsabilità civile | Risarcimento del danno | Onere probatorio



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