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Divieto di accesso ai non "e-residenti"!

Un responsabile dell'Ufficio di Polizia provinciale di una città italiana è stato condannato nei tre gradi di giudizio per aver effettuato l'accesso abusivo alla casella di posta elettronica di un dipendente. L'uomo, infatti, facendo leva sulla sua qualifica di responsabile dell'ufficio e approfittando della temporanea assenza del dipendente, titolare della casella di posta, si è introdotto nel sistema protetto da password leggendo non solo il contenuto dei messaggi ma scaricando addirittura i file allegati alle e-mail. Adita la Corte di Cassazione, la quinta sezione, con sent. 13057/16, ha confermato le precedenti pronunce. La S.C. ha affermato che l'accesso abusivo all'altrui casella di posta elettronica configura il reato di "Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico", in quanto essa costituisce una spazio di memoria di un sistema informatico di esclusiva disponibilità del suo titolare, identificato da un account registrato (protetto da una password personalizzata) presso il provider del servizio.

n° 1384 - giovedì 19 maggio 2016
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tag Password | E-mail | Reato | Accesso abusivo | Dirigente | Diritto penale | Sistema informatico | Internet



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