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Il sottile confine tra privacy e trasparenza

La Corte di Cassazione Civile, Sez. 3, con sentenza n. 20615/2016, si è pronunciata accogliendo il ricorso di un Comune con contestuale annullamento della sentenza che aveva condannato l'Ente Locale al risarcimento dei danni non patrimoniali derivanti dalla violazione del diritto alla riservatezza di tre persone. Secondo la Suprema Corte la pubblicazione e la divulgazione di atti che determinino una diffusione di dati personali deve ritenersi lecita qualora prevista da una norma di legge o di regolamento, inoltre nel caso di specie ha chiarito che i dati pubblicati sull'albo pretorio comunale non rendevano i soggetti "identificabili" se non associati ad altri elementi identificativi.

n° 1422 - giovedì 20 ottobre 2016
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tag Corte di Cassazione | Privacy | Dati personali | Trasparenza | Dati sensibili | Albo pretorio



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