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Big Brother a... fari spenti. Per la Cassazione è reato

L'installazione di telecamere da parte del datore di lavoro al fine di spiare i dipendenti durante l'orario di lavoro, senza un preventivo accordo con i sindacati, si configura come reato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 45198/2016, chiarendo che a nulla rileva la circostanza che le telecamere siano spente. Gli impianti audiovisivi devono garantire esclusivamente esigenze organizzative dell'azienda o di sicurezza, e non possono essere in nessun caso strumento di controllo a distanza del lavoratore. In tal caso, la condotta del datore di lavoro costituisce un illecito.

n° 1426 - giovedì 3 novembre 2016
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tag Corte di Cassazione | Rapporto di lavoro | Lavoratore | Datore di lavoro | Riservatezza | Diritti dei lavoratori | Lavoro



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