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Dipendenza da Facebook? Si al licenziamento!

Con la sentenza n. 14862/2017, la Cassazione ha ribadito il principio secondo cui il lavoratore che sul posto di lavoro utilizza internet per fini personali, in materia sistematica e continua, è licenziabile per giustificato motivo soggettivo. Nel caso di specie, il numero e la durata delle connessioni avevano fatto intuire che il lavoratore aveva trascorso in "rete" una parte considerevole del suo tempo lavorativo. Secondo gli "Ermellini", l'azienda può usare strumenti di controllo per verificare l'utilizzo improprio di beni della società indipendentemente dall'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori al fine di sanzionare comportamenti illeciti idonei a incidere negativamente sull'attività economica dell'impresa nonché la sicurezza e il regolare funzionamento degli impianti aziendali.

n° 1494 - giovedì 22 giugno 2017
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tag Corte di Cassazione | Licenziamento | Lavoro | Diritto del lavoro | Lavoratore | Datore di lavoro | Giustificato motivo oggettivo | Giusta causa | Internet | Web | Facebook



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