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Flash-Jus

"Testa o croce?": Alt del Consiglio di Stato!

La stigmatizzazione sociale del diritto all'obiezione di coscienza in ambito sanitario è pratica alquanto diffusa, ma il Consiglio di Stato, con la sentenza della sez. V, 4 aprile 2019 - 9 aprile 2019, n. 2327, ha posto un freno a questo pregiudizio ideologico nei confronti dei medici obiettori, rei di manifestare, nella propria professione, coerenza piena tra fede e ragione. È legittimo, pertanto, alla luce della citata sentenza, il diniego di concessione dell'uso del servizio delle pubbliche affissioni per i manifesti della campagna nazionale "Non affidarti al caso". Il provvedimento di diniego del Comune di Genova è pienamente legittimo perché il manifesto "offende indistintamente il sentimento religioso o etico, e in particolare dei medici che optano per la scelta professionale di obiezione di coscienza in tema di interruzione volontaria della gravidanza, pur garantita dalla legge 22 maggio 1978, n. 194, art. 9."

n° 1593 - lunedì 6 maggio 2019
vai alla fonte Diritti fondamentali
tag Diritti fondamentali | Obiezione di coscienza | Interruzione volontaria di gravidanza | Tutela | Affissioni



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