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La Corte Costituzionale interviene in tema di rinnovazione delle prove dichiarative

Con sentenza n. 132 del 29.05.2019 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 525, co.2, 526, co.1 e 511 c.p.p. in riferimento all'art. 11 Cost. in tema di ragionevole durata del processo.
In particolare, il Tribunale di Siracusa aveva rimesso la questione alla Corte Costituzionale con riferimento all'ipotesi in cui nel processo intervenga un mutamento dell'organo giudicante con la necessità di riassumere tutte le prove testimoniali già esperite in caso di mancato consenso da parte della difesa all'utilizzabilità degli atti, meccanismo che il Tribunale denunciava in contrasto con l'Art. 11 Cost. che fissa il principio della ragionevole durata del processo.
La Corte Costituzionale, pur dichiarando l'inammissibilità della questione, ha lasciato aperta al legislatore la possibilità di introdurre deroghe al principio dell'identità tra giudice innanzi al quale si forma la prova e giudice che decide, deroghe che sappiano contemperare il principio della ragionevole durata del processo con la piena tutela del diritto di difesa dell'imputato.

n° 1620 - lunedì 17 giugno 2019
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tag Corte Costituzionale | Legittimità costituzionale | Prove dichiarative



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