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Linee guida per gli operatori sanitari: demarcano il confine tra punibilità e non punibilità del medico

Le linee guida per il comportamento degli operatori sanitari hanno un ruolo rilevante nella valutazione dei profili di responsabilità per lesioni e omicidio colposo di un paziente a seguito di una prestazione sanitaria: lo ha detto la Corte di Cassazione nella sentenza n. 28314/2020. La Corte ha confermato l'orientamento maggioritario sostenendo che le linee guida costituiscono parametri valutativi a cui il Giudice deve attenersi per valutare la diligenza, la perizia e la prudenza dell'operatore sanitario. È stata, inoltre, evidenziata l'importanza della comunità scientifica maggioritaria, cui spetta l'onere di stabilire i comportamenti e le terapie applicabili al caso specifico; se il sanitario decidesse di discostarsi da esse, in caso di lesioni o di morte del paziente verrà integrata la fattispecie di cui agli articoli 589 o 590 c.p. Ci si interroga se questa decisione non vada a condizionare eccessivamente l'operatore sanitario, il quale si vedrà costretto, pur di non rischiare di incorrere in una sanzione penale, a seguire le linee guida alla lettera, magari anche a discapito della salute del paziente, con un sempre più massiccio ricorso alla "medicina difensiva".

n° 1731 - giovedì 19 novembre 2020
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tag Medico | Sanitario | Responsabilità medica | Legge Gelli-Bianco | Corte di Cassazione



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