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Aree comuni, la Corte dice sì al... Grande Fratello

Fotografie e registrazioni effettuate in aree condominiali sono validamente utilizzabili in giudizio e possono configurarsi come valide prove documentali? La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32544/2020, chiarisce che sono inutilizzabili le registrazioni effettuate negli spazi privati, in violazione della tutela domiciliare, ma statuisce che invece sono ammissibili, ai fini della prova documentale, quelle effettuate in aree condominiali. Nel caso esaminato, sorto a seguito di dissapori tra avvocati-soci di uno studio legale, i Giudici hanno riconosciuto la legittimità delle registrazioni poste a fondamento della misura di prevenzione del divieto di avvicinamento, disposta in vista dell'imputazione per atti persecutori nei confronti di uno dei soci. Infatti, l'articolo 234 del Cpp, relativo alla prova documentale, consente infatti l'acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo, realizzati senza violazione del domicilio, e le parti comuni non rientrano certo nella nozione di domicilio.

n° 1742 - giovedì 3 dicembre 2020
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tag Corte di Cassazione | Misure cautelari | Stalking | Atti persecutori | Reato



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