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Marito-detective, la Cassazione chiarisce

Il reato di intercettazione della corrispondenza elettronica mediante un programma informatico (cosiddetto keylogger) è configurabile solo se la condotta sia realizzata all'insaputa dell'intercettato. È questo il principio della sentenza n.30735/2020, con la quale la Corte di Cassazione ha escluso la violazione della privacy per la divulgazione delle mail personali che un marito, durante un processo di separazione, aveva prodotto in giudizio. Il programma informatico era stato installato sul pc per controllare la posta elettronica ricevuta dalla figlia della coppia. Pertanto, secondo i giudici, la moglie era a conoscenza del sistema di monitoraggio. Inoltre, il materiale intercettato dal marito "007" era stato prodotto solo in Tribunale per la causa di separazione.

n° 1747 - giovedì 10 dicembre 2020
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