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Cassazione, nessuna attenuante per i post diffamatori

La Cassazione, con la sentenza 9790/2021, conferma la responsabilità penale a carico di un medico che su Facebook ha utilizzato frasi offensive nei confronti di un avvocato durante una discussione via web. I giudici hanno ritenuto che il post, anticipato dall'avviso "povero ebete", non merita l'attenuante e l'esimente per tenuità del fatto trattandosi di una fattispecie di diffamazione aggravata. Il primo intervento "social" era stato proprio del medico che poi aveva attaccato in maniera scomposta coloro che non la pensavano come lui.

n° 1775 - giovedì 18 marzo 2021
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tag Corte di Cassazione | Facebook | Reato | Diffamazione | Social Network



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